Da Vieste a Cork: l’esperienza all’estero di Pilar e Bruna grazie a un PON Alternanza Scuola-Lavoro

Da Vieste, il comune più orientale del promontorio del Gargano e della provincia di Foggia, a Cork all’estremità meridionale dell’Irlanda. Pilar Sgherzi e Bruna Dell’Aquila, due studentesse diciassettenni dell’Istituto...

Da Vieste, il comune più orientale del promontorio del Gargano e della provincia di Foggia, a Cork all’estremità meridionale dell’Irlanda.

Pilar Sgherzi e Bruna Dell’Aquila, due studentesse diciassettenni dell’Istituto Tecnico del Turismo,  sono partite il 13 maggio scorso dalla Puglia per seguire un progetto PON Alternanza Scuola-Lavoro della durata di un mese nella Repubblica d’Irlanda.

Il progetto ha lo scopo di favorire sia un primo approccio con il mondo del lavoro in ambito internazionale sia l’orientamento dei giovani, per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuale.

“Io e i miei compagni ci siamo bene integrati nella nuova realtà. Il nostro bagaglio culturale – racconta Pilar – si è arricchito notevolmente. Ho fatto Alternanza in un grande hotel dove ho conosciuto i responsabili di ogni settore, in particolar modo quelli addetti al ricevimento. Sono stata ospitata insieme ad altri studenti della mia scuola da una famiglia che abita in una villa su due piani molto accogliente e con un ampio giardino con piante e fiori di varie specie spettacolari. E due cani di razza ci hanno fatto compagnia. Un’esperienza indimenticabile. Abbiamo parlato sempre in inglese, abbiamo fatto diverse gite. Alcuni miei compagni hanno lavorato in alcuni negozi della città e la loro esperienza si è rivelata molto utile. Questi progetti sviluppano in noi ragazzi la capacità di saperci approcciare con flessibilità alle problematiche internazionali, favorendo la comprensione di un’organizzazione economica, promuovendo spirito d’iniziativa e di imprenditorialità, incentivando lo sviluppo di competenze trasversali legate all’integrazione culturale e linguistica, alla comunicazione, al problem solving e al saper lavorare in team. Rifarei lo stesso progetto aumentandone la durata. Tre, quattro mesi e anche di più. Quest’anno frequenterò l’ultimo anno della scuola e poi penso di iscrivermi alla facoltà di Veterinaria. So che non c’è attinenza con gli studi che faccio. Li rifarei di nuovo, non mi sono mai pentita della scuola che ho scelto. Mi ha dato tanto. Quanto al progetto PON lo consiglierei a tutti perché dà la possibilità di confrontarti con culture diverse dalla nostra e di crescere meglio”.

Dello stesso avviso è Bruna che ha lavorato in una scuola privata dove venivano impartite lezioni d’inglese a bambini e ad adulti.

“Mi sono sentita a mio agio sia nella famiglia che mi ha ospitato sia nella scuola dove per quattro ore al giorno ho fatto l’Alternanza. Cork è una città molto più grande del mio paese e prima di partire non nascondo di aver avuto dei momenti di ansia che sono letteralmente spariti appena arrivata sul posto. Ho vissuto la mia indipendenza, ho allacciato rapporti d’amicizia, ho preso confidenza con l’Oceano. Ma soprattutto ho perfezionato l’inglese, una lingua che ti infonde sicurezza se si ha voglia di viaggiare. E poi ho capito quale strada intraprenderò dopo aver conseguito il diploma. Giocherò tutte le mie carte per iscrivermi a Bari alla Facoltà di ‘Economia e Management’ “.

L’importanza e il valore formativo di un’esperienza di Alternanza all’estero, dunque, hanno ricadute sulle opportunità lavorative degli studenti e sul loro orientamento nel percorso di studi.

Una nuova sfida da cominciare e portare a termine.

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