L’Europrogettazione come risposta alla sfida della società multiculturale. Intervista alla Professoressa Cinzia Puglielli

Saper costruire un buon progetto che risponda agli obiettivi della Commissione Europea e che preveda un vincente partenariato per la partecipazione ad un bando europeo è una vera sfida anche...

Saper costruire un buon progetto che risponda agli obiettivi della Commissione Europea e che preveda un vincente partenariato per la partecipazione ad un bando europeo è una vera sfida anche per il settore scolastico, sempre più chiamato a rispondere con consapevolezza e responsabilità alle esigenze di una società innovativa e multiculturale.

Ma per far sì che la Scuola diventi davvero spazio aperto all’apprendimento, alla formazione e all’educazione di cittadini a dimensione europea, è necessario che i docenti siano pronti ad accogliere il cambiamento, sviluppando competenze tecniche e abilità trasversali utili per garantire ai propri studenti esperienze formative dall’elevato valore educativo. L’imperativo è quindi “ragionare in termini europei”, apprendendo tecniche e metodologie utili per scrivere progetti di mobilità di successo, attraverso cui rafforzare e arricchire l’offerta formativa del proprio Istituto.

Quanto sia importante formarsi sul tema della progettazione europea ce lo conferma la signora Cinzia Puglielli, docente di scuola secondaria di I grado, che ha appena terminato con successo il corso e-learning di “Mobilità transnazionale: come scrivere un progetto di successo”, prodotto da ETN.

 

In quale Istituto insegna?

In un istituto comprensivo, nella scuola secondaria di I grado.

Qual è la Sua formazione?

Sono laureata in lettere classiche e specializzata in Paleografia, Diplomatica e Archivistica.

Si è mai cimentata nella stesura di un progetto di formazione in mobilità?

Sì, un paio di volte insieme ad altre colleghe; tre anni fa un progetto Erasmus KA1 “Creativity in learning environments” è andato a buon fine ed è stato finanziato.

Ha mai partecipato ad un’esperienza di mobilità all’estero?

Sì, sempre tre anni fa nell’ambito dello stesso progetto a Lisbona per una settimana circa insieme ad una decina di colleghe e alla dirigente dell’istituto comprensivo in cui insegno.

Perché ha scelto di frequentare il corso di “Mobilità transnazionale: come scrivere un progetto di successo”?

Per diventare più esperta nell’ambito della progettazione europea, poiché scrivere un progetto di mobilità è complesso e non è semplice ottenere i finanziamenti.

Come ha conosciuto il nostro corso?

Ho avuto modo di conoscere ETN l’anno scorso in occasione del seminario tenutosi a novembre a Roma e sono rimasta soddisfatta; da allora ho consultato spesso il vostro sito e mantenuto i contatti per documentarmi sulle attività da voi proposte.

Ha fatto altri corsi e-learning?

Sì, in passato, ma non sulla mobilità europea.

Pensa che queste nuove modalità digitali possano presentare dei vantaggi per le esigenze di formazione dei docenti?

Penso proprio di sì: l’e-learning è una modalità di formazione pratica e stimolante.

Ha trovato il corso di “Mobilità transnazionale: come scrivere un progetto di successo” di facile fruizione?

Sì, scorre piacevolmente alternando video e scrittura e le esercitazioni coinvolgono il corsista in modo attivo.

La quantità e la tipologia dei contenuti hanno rispettato le Sue aspettative?

Sì, il corso è completo ed esauriente: tratta varie tipologie di progetti europei, a partire dai P.O.N. fino ad arrivare ai progetti Erasmus KA1, KA2, KA3.

Quali sono, secondo Lei, i punti di forza del corso? E quali le possibili aree di miglioramento?

Il corso ha i seguenti punti di forza:

  • fornisce una panoramica generale sia sui progetti incentrati sulla formazione per adulti, sia sui partenariati strategici e su quelli che prevedono gli scambi di studenti;
  • passa in rassegna tutte le parti del formulario progettuale analizzando a fondo gli obiettivi e permettendo di familiarizzare con la struttura e la grafica del progetto;
  • illustra con precisione i criteri di valutazione e i punteggi parziali e totali contribuendo alla trasparenza;
  • suggerisce una modalità di approccio stimolante come la metodologia dell’albero dei problemi/obiettivi, la costruzione del quadro logico, e spunti utili come il tool Two project e il diagramma di Gantt per ovviare ad eventuali intoppi e inconvenienti in fase di progettazione;
  • descrive in modo dettagliato e approfondito gli obiettivi e la disseminazione, cioè le aree del formulario che rappresentano il cuore pulsante dei progetti di mobilità e ne determinano la sua costruzione.

Potrebbe essere utile ai corsisti essere supportati nella ricerca dei contatti.

Lo consiglierebbe ad altri insegnanti? Perché?

Sì, perché tratta una tematica interessante, fornisce indicazioni e suggerimenti utili e spendibili, è riconosciuto dal M.I.U.R. e contribuisce al sistema dei crediti formativi.

Crede sia importante per la Scuola aprirsi all’internazionalizzazione? Per quali motivi?

Penso che oggi sia fondamentale per ampliare i propri orizzonti, educare in modo comune e condiviso, fornire stimoli, essere in grado di affrontare la sfida della società multiculturale.

Quali azioni crede che le Istituzioni debbano mettere in campo per promuovere l’idea di Europa Unita?

Una delle azioni più importanti da incentivare è a mio avviso quella di favorire l’interscambio dei giovani per l’educazione e la formazione, affinché siano in grado di inserirsi nel mondo del lavoro, di affrontare i cambiamenti ed integrarsi nella società multiculturale.

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Marta Frescura

Laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Salerno, si interessa di arte e di cinema, fantasticando tra quadri impressionisti e scene girate tra i mercatini di Notting Hill. Delle tante esperienze all’estero conserva i colori, i profumi e una valigia piena di emozioni e funny quotes, sempre pronta per essere riempita ancora. Sostenitrice del “learning by doing”, si occupa per ETN della sezione E-learning, credendo nell’alto valore della formazione come promotore di sviluppo.

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