Formazione docenti: i 3 fattori fondamentali per uno sviluppo professionale continuo

La formazione è un aspetto diventato fondamentale nel percorso di ogni docente, affinché resti sempre connesso alle nuove sfide che la scuola riserva quotidianamente. La legge 107 del 2015,...

La formazione è un aspetto diventato fondamentale nel percorso di ogni docente, affinché resti sempre connesso alle nuove sfide che la scuola riserva quotidianamente.

La legge 107 del 2015, nota come la legge della “Buona Scuola”, definisce la formazione del personale della scuola come “obbligatoria, permanente e strategica”. La formazione qui, però, non viene intesa come mero “aggiornamento”, bensì come valore aggiunto al percorso professionalizzante del personale docente.

Lo sviluppo professionale continuo (Continuing Professional Development), infatti, è ormai considerato come un obbligo professionale nella maggior parte dei paesi europei (ET 2020) proprio perché l’investimento sulla formazione permanente risponde a 3 fattori fondamentali:

1. esigenze nazionali, legate alla modernizzazione del sistema Paese all’interno della comunità internazionale;

2. adeguamento ai bisogni educativi espressi dalla popolazione scolastica e dal territorio, in una società caratterizzata dalla complessità e da una sempre maggiore diversificazione;

3. bisogni e delle prospettive di crescita professionale del singolo docente, come individuo e come professionista.

Come si legge nel Piano per la formazione dei docenti 2016-2019 del MIUR, “la formazione in servizio si qualifica come riflessione alta sullo stile di insegnamento, […] con le innovazioni in materia didattica e una migliore conoscenza delle dinamiche dell’apprendimento. […] è scelta professionale che consente ampia autonomia culturale, progettuale, didattica, di ricerca, nell’ambito della libertà di insegnamento e nel quadro delle innovazioni scientifiche.”

Per questo ogni docente è libero di scegliere il percorso formativo che più si confà alle proprie esigenze e motivazioni, seppur in coerenza con le direttrici della riforma della “Buona Scuola”.

Dal 2013 al 2018, confrontando le ultime due indagini TALIS, la formazione in servizio degli insegnanti italiani ha registrato un aumento, tuttavia il MIUR rivela i bisogni di sviluppo professionale segnalati dagli stessi docenti, mettendo ai primissimi posti le competenze legate all’uso didattico delle nuove tecnologie, a causa della debolezza che l’Italia ancora riscontra su questo piano. Il Digital Economy & Society Scoreboard della Commissione Europea ci vede al 25mo posto su 28 paesi e, secondo l’ultima indagine TALIS, solo il 47% degli insegnanti italiani fa utilizzare agli studenti, frequentemente o costantemente, strumenti digitali per progetti e lavori in classe (un dato inferiore di ben sei punti percentuali rispetto alla media Ocse Talis). Per questo è necessario individuare e imparare ad applicare metodologie e strumenti da utilizzare all’interno degli ambienti scolastici, come, ad esempio, le app di Google, che favoriscono la collaborazione e la comunicazione tra gli insegnanti, con le famiglie e gli alunni, digitalizzando e velocizzando una serie di pratiche, attraverso l’uso delle più note applicazioni Google, già usate da molti quotidianamente.

Altrettanto importante è formarsi per affrontare le sfide dell’inclusione e dell’integrazione: l’accoglienza, finalizzata all’inclusione, come modalità “quotidiana” di gestione delle classi e la cultura della valutazione e del miglioramento sono tra gli obiettivi prioritari della legge 107/2015. Il sistema scolastico italiano, infatti, non sempre è pronto a “prendersi cura” delle persone che appaiono “diverse” dalle altre, come, ad esempio, gli studenti polusdotati e di talento; per questo è necessario acquisire le competenze essenziali per conoscere e riconoscere le caratteristiche emotive e relazionali di tutti gli alunni, le metodologie innovative e le attività laboratoriali idonee per lavorare in classe su diversi livelli, al fine di valorizzare le diverse attitudini di tutti gli studenti.

Nel percorso di formazione dei docenti previsto dal Piano MIUR, nonché dalla legge della “Buona Scuola”, c’è la creazione di competenze di cittadinanza globale, come i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (ex Alternanza scuola-lavoro), il rapporto tra scuola e mondo esterno, la capacità di insegnare in contesti multilingue e multiculturali. È necessario, quindi, acquisire e consolidare conoscenze e competenze trasversali sulla progettazione e gestione di percorsi di mobilità transnazionale e sulla definizione di azioni formative, tirocini aziendali alternativi ai percorsi di alternanza scuola-lavoro, che siano rispondenti alle strategie comunitarie e nazionali. Una buona progettazione contribuisce, infatti, al miglioramento complessivo del processo di internazionalizzazione della scuola, all’affermazione di un ruolo decisivo nel processo di cambiamento ed innovazione dell’ambiente educativo, in termini di organizzazione interna e relazioni esterne, di cambiamento nell’offerta formativa e nella metodologia adottata per la sua realizzazione.

La formazione dei docenti durante tutto l’arco della vita professionale è, quindi, non solo un aspetto fondamentale per la crescita della propria professionalità, ma un fattore decisivo per il miglioramento e per l’innovazione di ogni istituto scolastico e dell’intero sistema educativo italiano.

Categories
NewsTalking about_Italiano
Mariassunta Telesca

Laureata in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno, giornalista pubblicista, alla costante ricerca di storie da raccontare, attraverso la carta stampata o il video reportage… Appassionata di innovazione digitale.
Docente certificato di Google

No Comment

Leave a Reply

*

*

RELATED BY