10 canzoni sulla scuola – Prima parte

Una playlist sulla scuola per niente...scolastica

Dopo esserci occupati delle rappresentazioni cinematografiche (vedi http://www.educationtrainingnetwork.com/magazine/2018/07/26/carpe-diem-10-film-sulla-scuola-prima-parte/ ), adesso prenderemo in considerazione 10 canzoni – italiane e straniere – che riguardano il mondo della scuola.

Si tratta di brani appartenenti a vario titolo alla galassia pop-rock. Quelli italiani, prevedibilmente, sono ascrivibili quasi tutti al filone cantautoriale, caratterizzato da testi che affrontano tipicamente tematiche politico-sociali con una certa profondità di analisi. In ogni caso, tutti gli esempi scelti presentano elementi di contestazione, più o meno radicale, nei confronti del sistema scolastico di ieri e di oggi, un atteggiamento critico che è tipico di un po’ tutti i linguaggi artistici contemporanei. Sotto accusa è soprattutto l’autoritarismo dell’istituzione, che reprime ogni pulsione vitale fuori dagli schemi imposti. A mio avviso, complice la data di pubblicazione non recentissima dei pezzi, questo aspetto non trova più molto riscontro tra gli studenti di oggi e anzi la situazione si è ribaltata, in quanto siamo noi insegnanti, alle volte, a biasimare i comportamenti conformistici degli studenti, la loro incapacità di analisi critica e la loro abulia nel prefigurarsi una lotta di cambiamento.

Antonello Venditti – COMPAGNO DI SCUOLA (dall’album Lilly, Italia, 1975)

Compagno di scuola è certamente una delle canzoni più significative tra le tante scritte sul ’68. Venditti ci restituisce i suoni, gli odori, le emozioni di quella fase così importante della storia recente e parte proprio dalla scuola, che, insieme con gli atenei, è stata il centro propulsivo di quella stagione.
Nella descrizione del suo liceo, il cantautore romano evidenzia tutti quegli aspetti di assurdo e anacronistico tradizionalismo che proprio la contestazione degli studenti del ’68 avrebbe scardinato, col professore “che ti legge sempre la stessa storia, nello stesso modo, sullo stesso libro, con le stesse parole da 40 anni”, ma che poi è assolutamente incapace di dare risposte alle curiosità e alle inquietudini dei ragazzi.
Il brano, successivamente, si focalizza sulle manifestazioni, sugli incontri-scontri con i fascisti e si domanda dolorosamente qual è stato il destino dei protagonisti di quella stagione; tuttavia è indiscutibile che le esperienze scolastiche rappresentino molto nell’immaginario di Venditti, che, anni dopo, ha persino intitolato una canzone al suo liceo classico, Giulio Cesare.

The Police – DON’T STAND SO CLOSE TO ME (dall’album Zenyatta Mondatta, UK, 1980)

Il testo, probabilmente, trae spunto alla personale esperienza di Sting (che ha riscosso i suoi primi successi cantando e suonando il basso nei Police), il quale, prima di dedicarsi a tempo pieno alla musica, insegnò letteratura inglese per alcuni anni. Don’t stand so close to me (“Non starmi così vicino”) racconta di una studentessa che si invaghisce del suo giovane professore, il quale, gradualmente, finisce per perdere la testa per lei (“proprio come il vecchio del libro di Nabokov”, cioè Lolita), fino al punto di essere scoperto da alunni e colleghi. Si tratta di un brano divertente e leggero, ma che svela dinamiche nel rapporto insegnante-studente che possono realmente verificarsi e che probabilmente si sono verificate nella carriera di molti colleghi… attenzione, ragazzi, ricordiamo qual è il nostro ruolo!

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Do you know that?_Italiano

Laureato in Lettere Moderne, docente abilitato in italiano, latino, storia e geografia. Una grande passione per il Rock Alternativo e, in particolare, per la New Wave dei primi anni ’80, pur non trascurando cinema e letteratura. Ama viaggiare e ancor di più pianificare il viaggio, fantasticando per ore sull’atlante. Trascorre i pomeriggi tra documentari sugli “Anni di Piombo” e servizi televisivi di calcio d’epoca.

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