ETN PON: la Bulgaria

1 luogo, 1 storia, l'Europa

Immaginate. Regime nazista: viene ordinata la deportazione degli ebrei di una nazione. Questa nazione si rifiuta e i “suoi” ebrei non vengono più deportati. Qualche decennio dopo… regime comunista: in questa stessa nazione gli spazi democratici si riducono sempre di più fino a raggiungere la totale egemonia del Partito filosovietico. Ogni possibilità di espressione viene annullata, la forza oppositrice della popolazione diventa solo un lontanissimo ricordo.

Ed è così che ci si aspetterebbe che oggi questa stessa oggi nazione sia ancora un passo indietro rispetto a ogni concetto di inclusione e civiltà, ferma allo stop sulla strada dell’Europa.

Ma non vi stupite se vi diciamo che così non è, anzi…

Procediamo per gradi. Abbiamo di fronte due strade, parallele, imbocchiamole e vediamo dove ci portano.

Qualche decennio fa questa nazione si alleò con i nazisti (non per essere noiosi ma la storia si ripete, sempre!), cadendo in guerre sanguinose con altri paesi europei e non, ma non con l’Unione Sovietica (ricordate, non con l’Unione Sovietica!). Arrivò l’epoca delle leggi razziali: gli ebrei senza distinzione e con tanta “banalità” dovevano essere deportati. L’orrore cresceva, la tensione e la disperazione saliva. Ogni paese si allineava a questa linea di terrore. Anche questa nazione non poteva e non doveva fare di meno. Ma l’umanità ha l’umanità come solo argomento e questa nazione ne aveva tanta. Il Vicepresidente del Parlamento, sostenuto da un movimento popolare inimmaginabile, si oppose alla ferocia nazista e gli ebrei, i loro ebrei, non furono deportati o meglio, più precisamente, non furono mai più deportati.

Ma secondo una legge del contrappasso dalle logiche distorte (ecco la seconda strada), questa voglia di tolleranza fu disattesa. Ricordate, questa nazione non dichiarò guerra All’Unione Sovietica, ma la “cortesia” non le fu ricambiata. Alle soglie della fine della Seconda Guerra mondiale, il paese fu invasa dalle truppe sovietiche cadendo alla fine sotto l’influenza dell’URSS e diventando di fatto una Repubblica Popolare: la democrazia, la tolleranza diventarono solo una chimera.

L’opposizione all’oppressione portò solo ad un’altra oppressione. Qualcosa non era andato, le due strade parallele si erano incrociate e la paura della seconda soffocò la speranza della prima.

Ma una grande forza unificatrice e di pace, allora, spiegò le sue ali su tutto il continente. Questa forza inarrestabile incrociò e travolse questa paura, arrivò in questa nazione e iniziò ad abbattere ogni “muro”. Questa forza era l’Europa e la nazione la Bulgaria.

Cadde il Muro e cadde il regime comunista e la Bulgaria, insieme ad altri paesi dell’Est, iniziarono ad avere così tanta voglia d’Europa da far impallidire ogni voce separazionista.

La Bulgaria così, iniziando a sentire le prime note di questa avvolgente sinfonia comunitaria, ebbe le sue prime elezioni multipartitiche nel 1990 e nel 1991 adottò la nuova costituzione. Questo percorso identitario e di civiltà, culminò con la sua entrata nell’Unione Europea, il 1° Gennaio 2007.

Come ogni Storia che si rispetti, e qui parliamo di Storia con La S maiuscola, anche in questo caso possiamo e dobbiamo trarne una morale (da tenere a mente sempre!): un’oppressione non porta per forza ad altra oppressione ma può essere seme di inclusione.

Oggi la Bulgaria infatti fa dell’inclusione e della tolleranza la sua bandiera, dell’Europa il suo motore di progresso e civiltà, dei suoi verdi spazi il palcoscenico di sviluppo, confronto e modernità.

Tutto questo impareremo, tutto questo faremo nel nostro PON in Bulgaria.

Ma non basta. Tolleranza e inclusione significano libertà: libertà di espressione, libertà di agire, libertà di crescere e progredire. Questa volontà della Bulgaria ha origine lontane fin da quando riuscì ad abbattere la dominazione ottomana. Infatti in segno di liberazione si volle intitolare la sua strada principale al monte che la sovrasta alle spalle, Vitosha. Era un chiaro riferimento al senso di protezione che la sua geografia le offriva ma soprattutto quel monte era diventato la metafora del desiderio di tutto il popolo bulgaro di voler svettare alto su tutte le oppressioni e le violenze per poter volare, ancora più in alto, nel cielo libero d’Europa.

Ed è proprio vicino al Vitosha Boulevard che si trova la nostra agenzia, Bulgaria Gateway. Ed è proprio da qui che prenderà il via il nostro viaggio nei luoghi della libertà, dell’inclusione e della identità bulgara.

Questo sarà il nostro PON in Bulgaria, qui vi porterà ETN, questo faremo insieme: 1 luogo, 1 storia, l’Europa. L’Europa e noi, cittadini europei!

 

Per maggiori informazioni sul nostro PON Cittadinanza Europea in Bulgaria visita il sito www.progettipon.it o chiamaci allo 0971 51794 o scrivici a salvatore@etnmanagement.eu

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