Una scuola che educa alla parità oggi forma al meglio le donne e gli uomini di domani

La scuola rappresenta il luogo primario in cui si forma l’identità di genere e la personalità dei ragazzi ed è la ragione che dovrebbe spingere i docenti a proporre...

La scuola rappresenta il luogo primario in cui si forma l’identità di genere e la personalità dei ragazzi ed è la ragione che dovrebbe spingere i docenti a proporre percorsi di educazione all’identità e alle relazioni di genere agli studenti, a cominciare dai più piccoli.

Le pari opportunità di genere, la valorizzazione delle differenze devono essere temi trasversali e fondativi di un’istituzione scolastica, per favorire la crescita di cittadine e cittadini consapevoli e attivi in tutti i contesti di vita, nella società, nella famiglia e nel lavoro.

Educare le nuove generazioni al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e della parità di genere, in termini di linguaggio, espressioni, atteggiamenti è diventata un’emergenza sociale anche per contrastare gli episodi sempre più frequenti di violenza contro le donne.

Il linguaggio quotidiano, quello dei media, delle istituzioni, dei libri di testo, deve essere adeguato al nuovo status che le donne hanno assunto sia in campo professionale che istituzionale. L’educazione alla parità tra i sessi e al rispetto delle differenze, strumento fondamentale per la prevenzione della violenza sulle donne basata sul genere, da un lato è volta ad incoraggiare il superamento di ruoli e stereotipi e, dall’altro, a privilegiare una visione delle differenze come ricchezza, non come fondamento di una gerarchia e di possibili discriminazioni, che contrasti la cultura alla violenza.

La violenza contro le donne è commessa dagli uomini; la scuola può contribuire a modificare il punto di vista, guardare anche agli uomini e capire cosa determina questi atteggiamenti, quali gli stereotipi ed i modelli relazionali, quali insicurezze si nascondono. La scuola può e deve realizzare una reale inclusione per valorizzare le individualità ed educare le nuove generazioni al valore positivo delle differenze e alla cultura del rispetto. Solo attraverso la conoscenza è possibile acquisire consapevolezza di pregiudizi e stereotipi, ancora fortemente radicati nella nostra società e la scuola, in quanto istituzione educativa, deve fornire strumenti e metodologie per superarli, proponendo interventi di prevenzione, informazione e sensibilizzazione.

La Costituzione Italiana riconosce pari dignità sociale e professionale a tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso di appartenenza. Già nel Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere del 2013 erano contenuti dei riferimenti espliciti alla prevenzione del fenomeno della violenza contro le donne e la discriminazione di genere, riconducibili ai compiti educativi delle scuole di ogni ordine e grado, attraverso l’informazione e la sensibilizzazione.

Anche la Legge 128 del 2013 pone l’attenzione sulla necessità delle scuole di favorire nei giovani l’aumento delle competenze relative all’educazione, all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere.

Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione sono le Linee Guida Nazionali indirizzate alle Istituzioni scolastiche autonome, in attuazione dell’art.1 della L.107 del 2015 che recita: “Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori”, oltre che di attuazione dei principi fondamentali di pari dignità e non discriminazione della Costituzione Italiana, ribaditi nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

L’uguaglianza di genere, valore fondamentale dell’U.E., rappresenta un elemento strategico per il conseguimento degli obiettivi generali dell’Unione, come quello del raggiungimento di un tasso di occupazione complessivo del 75% per uomini e donne, da conseguire attraverso l’incremento del livello di occupazione delle donne, indicatore rilevante dello sviluppo socio-economico di un Paese, che contribuisce al benessere generale, ad un’Europa più inclusiva e più equa sia per le donne che per gli uomini.

Accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità è l’obiettivo con il quale la Mattel, ed in particolare Barbie, ha lanciato a livello globale un nuovo progetto chiamato “Dream Gap Project”. A partire dai 5 anni, le bambine sono meno propense rispetto ai maschi, a considerarsi brillanti e di successo e iniziano a perdere fiducia nelle proprie capacità a causa di stereotipi culturali, pregiudizi e rappresentazioni, a cui sono esposte attraverso i media, che rafforzano ulteriormente questa problematica.

La promozione dell’educazione e della formazione alla cittadinanza di genere rappresentano strumenti di prevenzione e contrasto di ogni violenza, soprattutto per le giovani generazioni, di sensibilizzazione a riconoscere gli stereotipi di genere presenti nei prodotti mediatici (pubblicità, giochi, libri) e di riflessione sull’influsso che hanno nel processo di socializzazione all’identità di genere e sui ruoli di genere, sin dalla prima infanzia, sulla rappresentazione e sul significato di essere madri e padri.

Gli stereotipi sessisti sono presenti nelle fiabe, nella pubblicità, nei libri di testo, nel linguaggio stesso, dove il maschile è sempre prevalente sia nel lessico che nella grammatica. Viene proposta l’idea dell’uomo forte e attivo e della donna debole e passiva. Se la famiglia deve fare la sua parte in questo percorso, è soprattutto l’istituzione scolastica a doversene fare carico, fin dalla scuola dell’infanzia, per offrire anche a quelle famiglie, che non hanno gli strumenti idonei, la possibilità di educare i propri figli con una consapevolezza ed una sensibilità diversa verso la donna. L’investimento educativo che si fa a scuola, sulle bambine e sui bambini deve contaminare i genitori ed il territorio. Educare i bambini educa un po’ anche gli adulti.

Un percorso formativo per il personale docente sui temi delle pari opportunità, al fine di promuovere l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione, oltre a rispondere a quanto contenuto nella Legge 107/2015, che prevede l’attuazione dei principi di pari opportunità del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, rappresenta un’opportunità di contribuire alla decostruzione degli stereotipi, alla promozione di relazioni tra i generi improntate al dialogo, al rispetto delle diversità e alle pari opportunità, a cominciare dai più piccoli, favorendo una cultura del rispetto e del riconoscimento delle differenze, un’educazione sentimentale di genere.

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