Incentivare i docenti nella realizzazione di mobilità transnazionali. Intervista alla Professoressa Bruna Taratufolo, esperta e sostenitrice della formazione all’estero

Le esperienze formative all’estero viste con gli occhi di chi nell’aula siede in cattedra. A parlare è Bruna Taratufolo, docente tutor dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Isabella Morra” di Matera e...

Le esperienze formative all’estero viste con gli occhi di chi nell’aula siede in cattedra. A parlare è Bruna Taratufolo, docente tutor dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Isabella Morra” di Matera e grande sostenitrice delle esperienze didattiche svolte al di fuori delle mura scolastiche ma inserite nel percorso formativo degli studenti. Nella sua attività di insegnante, ha promosso iniziative che hanno permesso ad alunni e docenti di attuare azioni di mobilità fuori dai confini nazionali miranti ad arricchire sia l’aspetto linguistico che culturale.

“Le mie esperienze all’estero hanno riguardato – spiega Bruna Taratufolo – sia l’ambito relativo alla formazione linguistica, sia gli stage tipici dei percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro, sia gli scambi/gemellaggi fra studenti e scuole, sia i viaggi d’istruzione. I Paesi europei in cui si sono svolte sono stati Regno Unito, Francia, Spagna, Svezia, Irlanda, Austria, Germania. Nel 90% dei casi le mobilità, di cui mi sono occupata, sono state finanziate da Fondi Europei, previa la candidatura di progetti da parte della scuola Istituto “Morra”, mia ultima sede di servizio fino al 31 agosto di quest’anno, visto che dal primo settembre sono in pensione. Essendomi occupata di persona in primis della progettazione, in seguito dell’organizzazione della mobilità, della selezione degli alunni e del loro accompagnamento all’estero, posso dichiarare che ci sono aspetti decisamente positivi ma – sottolinea la docente – non si può omettere di riferire gli aspetti negativi dovuti alla macchina burocratica che richiede un enorme impegno per chi voglia cimentarsi con queste iniziative. Probabilmente quest’ultimo punto rappresenta la maggiore criticità oltre quella legata alle norme scolastiche che responsabilizzano troppo gli insegnanti nella vigilanza degli alunni.”

Per Bruna Taratufolo i punti di forza superano e offuscano le criticità. Si consegue, infatti, un arricchimento culturale grazie all’opportunità di conoscere diverse lingue, stili di vita, tradizioni; lo scambio di esperienze e opinioni tra colleghi che operano in contesti e ordinamenti scolastici europei differenti, spingono, inoltre, a riflettere sui curricoli e a potenziare le proprie metodologie didattiche in un’ottica globale. E’ stata sua abitudine, poi, chiedere agli alunni, al rientro da un esperienza, di redigere una relazione in cui esprimere la loro opinione.

Tra i giudizi espressi: “è stata una bella esperienza da ripetere e consigliare ad altri ragazzi”, “ho imparato a gestirmi senza dover contare sui miei genitori”, “ho imparato a rapportarmi, in ambiente non conosciuto, con gli altri miei compagni e con i docenti”, “è stato importante socializzare con ragazzi residenti in altri Paesi europei”, “è stato motivante seguire lezioni di lingua straniera tenuti da docenti di madrelingua”, “ci è mancata la buona cucina italiana, la pasta cotta da mia madre”, “ringrazio la scuola che frequento e i docenti referenti per avermi offerto opportunità di realizzare questa esperienza che altrimenti non avrei fatto”, “è stato all’inizio difficile orientarsi in una grande città provenendo da una piccola realtà di paese di provincia, ma sono contenta di essere riuscita a superare queste difficoltà”, “mi sarebbe piaciuto che il soggiorno all’estero durasse di più”, “ho capito quanto sia importante l’Unione Europea e quante possibilità di scambio può offrire”.

Ottimo il suo giudizio sul progetto “Demetra. Servizi innovativi per la prima infanzia”.

“E’ stato ben organizzato. Le strutture/aziende che hanno ospitato le alunne, nella fase di stage a Malaga, sono risultate molto valide e hanno accolte le ragazze con professionalità permettendo loro di inserirsi pienamente nel contesto lavorativo. Le tutor degli asili nido hanno rimarcato come si sia instaurato un ottimo rapporto con le alunne seguite durante lo stage. Al termine del percorso ci hanno riferito di aver evidenziato grande interesse, motivazione, impegno e competenza nelle ragazze coinvolte nel progetto. Dal punto di vista logistico buona è stata la residenza dove abbiamo soggiornato.”

La prospettiva futura per le scuole, a suo avviso, è di incentivare queste iniziative sollecitando i docenti ad impegnarsi per l’attuazione delle mobilità all’estero coinvolgendo le famiglie e gli studenti nella pianificazione dell’idea progettuale.

“Certo mi augurerei – conclude – che ci fossero meno paletti burocratici e che le autorità di gestione dei programmi europei e le agenzie nazionali possano rendere meno rigide le procedure al fine di facilitare e incoraggiare le scuole alla partecipazione.”

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