Tradurre è tradire: 10 film che cercherete all’infinito su Netflix (ma non troverete mai) – ep.6

Mission English Reloaded Episodio 6

Dopo i 35 anni, qualsiasi acciacco è il preludio per qualcosa di grave: un mal di testa è un difetto alle sinapsi, il fiatone dopo la salita è una malformazione al cuore, un raffreddore fuori stagione è l’anticamera della polmonite e la cervicale….la cervicale ti lascia agonizzante sul divano, con il libro poggiato sulla pancia e la mente a cercare “the only sense the world has ever made” come nella canzone Switching Off degli Elbow, nella quale il protagonista, in punto di morte, sceglieva le immagini con le quali spegnersi (switching off, appunto).

La cervicale! “Oppure sarà la pressione alta e stramazzerò al suolo come fulminato?” mi domando mentre vago per la stanza come un Frankenstein innamorato.
E vado indietro nel tempo fino al 1835, all’epoca di tale Tommaso, cugino del nipote del fratello del bisnonno della madre di mio padre, il quale aveva effettivamente avuto problemi di pressione alta. Ma era deceduto all’invidiabile età di 89 anni cadendo ubriaco mentre fuggiva dalle grinfie dell’iraconda consorte.

 

Niente ipertensione e confermo cervicale: vai Gerry, la accendiamo! – anche se “la infiammiamo” andrebbe meglio – e non cerco neanche l’aiuto da casa poiché i parenti hanno la sensibilità di uno stopper tedesco degli anni 70 e il cane si sfrega le zampe, perché in caso di trapasso avrà finalmente diritto alla sua stanza singola.

Cuscino sotto la testa…anzi due…no, meglio uno…forse senza…insomma, cerco la posizione più comoda per lasciare queste spoglie mortali. Ma prima un’occhiata a Netflix, per guardare qualche film in inglese (dopo tutto mi occupo della rubrica Mission English Reloaded: devo salvare le apparenze, che diamine).

Cerco “Una notte da Leoni” per una serata spensierata ma di “Lions Night”, il corrispettivo in inglese, neanche il miagolio.

Dopo varie imprecazioni e vari cambi di cuscino, scopro che il film campione di incassi del 2009 in originale si chiama The Hangover (in italiano qualcosa tipo “i postumi della sbornia”).

E il film con Bradley Cooper non è l’unico esempio di mancata fedeltà tra titolo originale e traduzione. Eccovi una lista di 10 film dove tradurre è stato un po’ come tradire; molto utile se non avete voglia e tempo di maledire l’Unione Italiana dei Titolisti Imbizzarriti.

1 –Rocky. In inglese…Rocky. Ok, ok, la cervicale mi peggiora il sense of humour, lo ammetto.

2 – Se Mi Lasci ti Cancello. In inglese “The Eternal Sushine of the Spotless Mind” (L’infinita letizia di una mente candida), una citazione tratta da “Eloisa to Abelard”, scritto da Alexander Pope. Il titolo in italiano è la prova che non era solo il vostro antenato Tommaso ad avere problemi con l’alcol.

3 – Rambo. In inglese First Blood (Primo sangue) dal titolo dell’omonimo libro di David Morrell dal quale il film è tratto.

4 – Quarto Potere. In inglese Citizen Kane (Il Cittadino Kane), dal nome del protagonista Charles Fister Kane

5 – Paradiso Perduto. In inglese Great Expectations (Grandi Speranze). Curioso che un film che in inglese ha il titolo di un romanzo di Dickens, in italiano venga tradotto con il titolo di un libro di Milton.

6 – L’attimo fuggente. In inglese Dead Poets Society (La Setta dei Poeti Estinti), dal nome del gruppo “clandestino” di poesia organizzato da alcuni studenti del professor Keating.

7 – Quel Pomeriggio di un giorno da cani. In inglese Dog Day Afternoon (Pomeriggio da canicola) ovvero il gran caldo che fa in banca durante la rapina.

8 – La donna che visse due volte – Vertigo (Vertigine, per rimanere in tema di cervicale)

9 – Innocenti Bugie. In inglese Knight and Day, gioco di parole con “knight” (cavaliere) che si pronuncia come “night” (notte)

10 – L’uomo senza sonno. In inglese “The Machinist” (Il macchinista), forse uno dei pochi casi in cui il titolo in italiano è più suggestivo dell’originale in lingua.

Leggeteli, guardateli, memorizzateli e tirateli fuori al momento opportuno durante il primo appuntamento con la vostra futura ex fidanzata; oppure scaricateli mentre fate la fila alla posta, dal barbiere o dal vostro edicolante di fiducia tra una rivista di gossip e un quotidiano locale.

E divertitevi a scoprire altri “tradimenti-traduzioni” da raccontare ai vostri amici curiosi o al vostro cane rassegnato (caro Fido, per la stanza singola se ne parla al prossimo acciacco).

 

Se siete una persona sola (per scelta vostra o scelta altrui), leggete gli altri episodi della Mission English Reloaded

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Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha vissuto a Torino, Barcellona, Valencia e Londra. Appassionato di musica, letteratura, ricordi e sguardi fragorosi, in “Do you know that” scrive di elenchi, curiosità, consigli e viaggi (veri e immaginati).
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