La valutazione nella didattica a distanza: l’orientamento generale e alcuni suggerimenti pratici

Il tema della valutazione, nell’ambito del processo di apprendimento, risulta di particolare interesse per docenti e dirigenti, da un lato, e per studenti e famiglie dall’altro, a maggior ragione...

Il tema della valutazione, nell’ambito del processo di apprendimento, risulta di particolare interesse per docenti e dirigenti, da un lato, e per studenti e famiglie dall’altro, a maggior ragione in questa fase delicata in cui la Didattica a Distanza (DaD) ha sostituito in modo repentino la scuola in presenza, la scuola della relazione e dell’affettività orizzontale (tra i ragazzi) e verticale (con i docenti), senza possibilità di programmazione e pianificazione degli interventi da parte dei docenti. Docenti che, almeno nella maggior parte dei casi, hanno dovuto attingere alla loro capacità di adattamento, al loro desiderio di continuare la relazione, affettiva e formativa, con i loro ragazzi, al loro senso di responsabilità e di servizio verso la comunità educante.

Il 18 maggio sono stati presentati, in conferenza stampa, i contenuti delle Ordinanze firmate dalla Ministra della Pubblica Istruzione, a seguito dell’acquisizione del Parere del suo Consiglio Superiore, che ne ha proposto modifiche ed integrazioni, alcune delle quali riguardanti proprio la valutazione degli studenti, tema su cui si sono soffermati anche i Ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea nel corso di una riunione, svoltasi nella stessa data.

In particolare, nell’ordinanza riguardante “Valutazione finale e recupero degli apprendimenti”,  tenendo conto della singolarità di questo anno scolastico, si chiarisce che la valutazione punterà a valorizzare il percorso delle studentesse e degli studenti, sulla base di quanto effettivamente svolto nel corso dell’anno, sia in presenza che a distanza e che eventuali criticità saranno rilevate nel piano individualizzato.

Nell’Ordinanza non sono state recepite alcune indicazioni avanzate dal Consiglio Superiore, come ad esempio quelle riguardanti la valutazione, fortemente condizionata dalle nuove modalità di interazione a distanza. E’ il caso della scuola primaria, particolarmente penalizzata in termini di apprendimento, di interazione docente – alunno, rispetto agli altri gradi di scuola, per la quale il Consiglio Superiore ha proposto un giudizio da riportare nel documento di valutazione, al posto del voto.

Il tema della valutazione risulta già contenuto nel DPCM dell’8 Marzo e nella Nota ministeriale 279 che stabilisce la “necessità di attivare la didattica a distanza, al fine di tutelare il diritto costituzionalmente garantito all’istruzione” e, riguardo al processo di verifica e valutazione, affida ai docenti il compito di considerare gli aspetti peculiari dell’attività didattica a distanza e le modalità di verifica, che devono acquisire una funzione formativa nel processo di apprendimento.

La successiva Nota ministeriale 388 riprende ed amplia la riflessione, puntando sul tema della valutazione formativa, richiamando la responsabilità dei docenti e sottolineando il legame tra insegnamento, apprendimento e valutazione.

Nella Nota, oltre alla necessità di non interrompere il percorso di apprendimento e di mantenere vivo il legame con i ragazzi, si fornisce un chiarimento sul senso della DaD che, pur non potendo sostituire la formazione in presenza, potrà consentire la “costruzione” di un ambiente di apprendimento, in cui siano possibili momenti di relazione docente-discente, di restituzione e di feedback sulle attività svolte in autonomia, valorizzando le potenzialità degli strumenti digitali e della classe virtuale e si sottolinea, in modo esplicito, che la valutazione delle attività didattiche a distanza, debba puntare sulla valutazione formativa, intesa come valorizzazione dell’allievo, come processo di verifica degli apprendimenti, di crescita personale, in termini di responsabilità e di autonomia.

La Scuola deve essere percepita come ambiente di apprendimento e non come “luogo del giudizio” e la valutazione deve essere uno strumento di rilevazione del progresso di apprendimento, attraverso feedback costanti, resi possibili anche dall’interattività delle piattaforme telematiche, con qualche piccolo accorgimento: non sanzionare gli “errori”, ma comunicarli al fine di migliorare il processo di apprendimento, informare, prima di ogni verifica, gli studenti sui criteri di valutazione, per favorire l’autovalutazione, utilizzando strumenti quali rubriche di valutazione, portfolio, dossier, in modo che la valutazione sia comprensiva di tutti gli elementi di giudizio raccolti e tenga conto dei progressi nell’apprendimento. Bisogna, come per la didattica a distanza, non forzare nel virtuale una riproposizione delle attività in presenza, ma cambiare i modelli e puntare sull’aspetto formativo della valutazione.

Anche l’ANP, l’Associazione Nazionale Presidi, ha ritenuto opportuno proporre alcune riflessioni su quello che sta accadendo a causa della sospensione della didattica in presenza, su come le scuole si siano dimostrate capaci di reagire, di coinvolgere i propri studenti, sperimentando metodi diversi da adattare alla situazione di emergenza, adottando comportamenti che tentino di conciliare prassi consolidate con i nuovi bisogni, ponendo il problema di come effettuare la valutazione degli apprendimenti a distanza (VAD), partendo dalla considerazione che la scuola, pur dovendo rilasciare attestati certificativi al termine del percorso formativo, debba essere percepita come ambiente di apprendimento e che la valutazione debba essere uno strumento di rilevazione del progresso di apprendimento, inteso come maturazione personale dello studente.

Secondo l’ANP, la DAD può aiutare ad interagire con gli studenti in modo diverso rispetto a quanto accada in classe, perché consente di valutare soprattutto il “come” apprendono, oltre che il “cosa”, evitando di applicare alla DAD le modalità valutative proprie della didattica in presenza; si tratta di attuare la didattica per competenze che, a sua volta, deve partire da una progettazione per competenze, con al centro la persona-alunno, per poterla accompagnare nel suo percorso di crescita, attraverso l’acquisizione e il potenziamento delle competenze trasversali.

Nella fase attuale, in cui le proposte didattiche risultano limitate, perché non sempre si riesce a raggiungere tutti gli alunni, perché le condizioni di accesso alle proposte formative sono disuguali, perché spesso è trasferita a distanza una lezione frontale tradizionale, la valutazione non può che corrispondere al significato di dare valore a ciò che gli studenti possono esprimere in questo momento, nelle forme e nelle modalità più diverse. Anche in condizioni ordinarie il voto, focalizzando la prestazione sul risultato, potrebbe penalizzare il percorso di apprendimento, limitando l’autostima e il senso di autoefficacia. Con la didattica a distanza, risultano ancora più evidenti le criticità legate alla valutazione con voto in decimi, per la mancanza di elementi che consentano di esprimere una valutazione nel complesso attendibile.

Pertanto, la valutazione degli apprendimenti a distanza andrebbe in parte ripensata, andrebbero adeguate le modalità e gli strumenti, in modo da ri-stabilire un processo corretto di insegnamento-apprendimento, privilegiando la valutazione formativa rispetto a quella sommativa. Valutazione formativa, rigorosa ma incoraggiante, intesa come accompagnamento nell’apprendimento e per l’apprendimento, come riconoscimento ed attribuzione di valore, come sostegno ad aver fiducia nei propri mezzi e nelle proprie possibilità, come “generatore” di emozione per il raggiungimento del successo.

In questa ottica, si potrebbe parlare di esercitazioni anziché di verifiche, di colloqui anziché di interrogazioni, di giudizio, anziché di voto, si dovrebbe favorire la partecipazione dello studente, attraverso un suo attivo coinvolgimento ed un insegnamento vivo che risvegli il desiderio di conoscere. Ad esempio, ad ogni collegamento, oltre all’appello, potrebbe essere importante lasciare uno spazio per i saluti, introdurre brevemente le attività da svolgere, porre domande coinvolgenti, a livello cognitivo ed affettivo, mostrare oggetti e strumenti (soprattutto per i più piccoli), richiamare i punti essenziali, concludere con delle domande su cosa si è imparato, su cosa ha colpito maggiormente.

Il momento della valutazione, essendo parte integrante della didattica, per gli studenti rappresenta la verifica del progresso nel loro processo di apprendimento e per i docenti una conferma o la possibilità di rimodulare criteri e modalità di insegnamento. La valutazione, quindi, rappresenta lo strumento attraverso cui il docente orienta l’azione didattica nei confronti degli studenti ed essi la esercitano per consolidare il proprio apprendimento, diventa un sistema utile per migliorare la relazione di insegnamento/apprendimento.

Elementi utili per la valutazione potrebbero essere la verifica della partecipazione alle attività proposte, delle presenze online durante le videolezioni, del lavoro svolto tramite piattaforma e registro elettronico, privilegiando attività in cui i ragazzi possano emozionarsi, stupirsi, conoscere ed apprendere, attingendo anche alle loro attitudini, come drammatizzare un testo, attualizzarlo e modernizzarlo, presentarlo attraverso modalità interattive, trasformarlo in una canzone, aggiungere musica, gestualità, passi o figure di danza, singolarmente o in gruppo, in modo da favorire anche la relazione, mantenere vivo il contatto, fortemente penalizzato in questo momento, in cui la sfera dell’affettività dei ragazzi è stata notevolmente compromessa.

La verifica degli apprendimenti potrebbe concretizzarsi con verifiche orali, rivolte a tutta la classe, a gruppi di studenti, al singolo, con verifiche scritte (test, esercitazioni, compiti a tempo ad esempio su piattaforma Google Classroom, mappe, blogging, ecc.), in asincrono in sincrono, con prove esperte (compiti di realtà e compiti autentici).

I criteri per la valutazione da privilegiare potrebbero essere l’impegno e la partecipazione, il metodo di studio e di organizzazione del lavoro, la creatività e l’originalità nello svolgimento delle attività affidate, la disponibilità a collaborare con i docenti e con i compagni, l’assiduità, lo sviluppo ed il consolidamento di conoscenze, abilità e competenze, con riferimento anche a quelle trasversali.

Alla fine dell’anno scolastico, i docenti, avendo a disposizione tutti gli elementi di valutazione delle attività svolte, potranno sistematizzare i risultati ed attribuire un valore alle diverse “prestazioni”. Se valutare significa attribuire valore, valorizzare qualcosa in funzione di uno scopo, nella scuola, valutare è individuazione di ciò che ha valore per la formazione dello studente, funzionale al cambiamento, alla crescita, allo sviluppo, è attività che favorisce il pensiero critico, è radicata nel soggetto che valuta, che assume il ruolo di allenatore, in grado di far emergere quanto di bello e di positivo c’è in ciascuno studente.

Alle parole di una canzone di Francesco De Gregori può essere affidata la conclusione di questa riflessione sulla valutazione come attribuzione di valore: “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia”.

 

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