Un muro che divide, un muro che unisce: l’Erasmus+ a Berlino tra storia, valori ed Europa

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e con un’Europa indebolita e distrutta, ci fu una riorganizzazione geopolitica in conseguenza degli schieramenti degli Stati durante il conflitto in cui...

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e con un’Europa indebolita e distrutta, ci fu una riorganizzazione geopolitica in conseguenza degli schieramenti degli Stati durante il conflitto in cui predominarono le due grandi potenze mondiali che avevano avuto un ruolo fondamentale nel corso della guerra: Stati Uniti e Unione Sovietica.

L’Europa era letteralmente divisa in due: da una parte le nazioni occidentali vicine agli USA e dall’altra le nazioni orientali fedeli ai principi del comunismo sovietico.

Iniziò così il periodo della Guerra Fredda, che doveva assicurare una relativa pace e una guida democratica dopo l’atroce dittatura nazista e dopo una guerra che aveva causato oltre 40 milioni di morti.

L’aggettivo “fredda” deriva dal fatto che non era assolutamente possibile iniziare una guerra vera e propria per risolvere i contrasti emersi subito dopo il 1945 fra le due superpotenze che erano in disaccordo sulla ridefinizione dei confini europei ed entrambe avevano ambizioni di controllo su più territori, ma si combatté con le armi della propaganda, dell’economia, della politica.

Uno dei simboli di questo periodo storico fu proprio la Germania, nazione sconfitta che fu divisa, senza possibilità di scambi o relazioni, in due parti: la Germania dell’Ovest o Repubblica Federale Tedesca di stampo americano/occidentale e la Germania dell’Est o Repubblica Democratica Tedesca di stampo sovietico/orientale. La stessa capitale fu divisa in due parti, Berlino Est e Berlino Ovest e nella città si costruì persino un muro nel 1961, emblema di questa separazione: il muro più famoso del mondo era alto circa 4 metri e formato da circa 160 km di cemento armato che tagliavano in due tutto ciò che trovavano lungo il percorso, non solo i confini geografici ma anche strade, territori, fiumi, case, famiglie, quartieri.

Questa situazione durò per quasi 30 anni fino al 9 novembre 1989, data storica della caduta del Muro di Berlino, che fu il simbolo della fine della Guerra Fredda in tutta Europa: quel giorno migliaia di cittadini tedeschi si presentarono con mazze e picconi per demolire loro stessi quella barriera che da decenni aveva segnato negativamente le loro vite. Dopo meno di un anno, il 3 ottobre 1990, l’intera Germania si riunificò e tornò ad essere un’unica nazione: da quel momento la storia cambiò, finì quel sistema geopolitico messo in piedi nel 1945 e la divisione dell’Europa in due blocchi stava per essere cancellata definitivamente.

Quel che resta del muro oggi è stato ricoperto da tantissimi colorati murales realizzati nel 1990 da oltre 100 artisti provenienti da circa 20 Paesi e si può visitare in diversi punti della città di Berlino: avete presente il famosissimo bacio fra il leader dell’Unione Sovietica Breznev e il presidente della Germania dell’Est Honecker come saluto fraterno in una cerimonia ufficiale, realizzato dall’artista russo Vrubel nel 1990?

Ecco, quello è uno dei murales che gli studenti e i docenti provenienti da tutta Europa grazie a progetti di mobilità come l’Erasmus+ possono vedere, accolti e accompagnati dallo staff della nostra agenzia formativa Berlink con sede proprio a Berlino.

Dunque la città che per anni fu divisa dal muro è ora unita dallo stesso muro, le cui raffigurazioni sono diventate oggi solo dei simpatici souvenir e una tappa immancabile per gli studenti e i professori che vogliono vedere di persona e portarsi a casa un piccolo pezzo di una lunga storia, la storia di un’Europa capace di unirsi e ricostruirsi sulle macerie di una terribile guerra e tornata a vivere grazie alla forza dei suoi principi e valori.

Categories
BerlinkLearning by moving_Italiano

Laureata in lettere moderne, con la passione per la cultura classica, i gialli e gli animali. Un paio di anni fa ha ‘adottato’ a distanza un meraviglioso bimbo etiope di 5 anni di nome Emmanuel, a cui pensa tutti i giorni e a cui augura una vita felice e serena. Vive a Potenza, dove passa le sue giornate con la sua famiglia in compagnia di Miss Marple, Jessica Fletcher e tanti cani e gatti.

No Comment

Leave a Reply

*

*


banner magazine

La guida definitiva per scrivere un progetto di successo

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine
banner magazine

RELATED BY