“I programmi europei aumentano le chance occupazionali”. La mamma di Alessio sull’esperienza del figlio in Bulgaria

Tre mesi a Sofia, dove ha vissuto un’esperienza lavorativa gratificante in un’azienda che si occupa di componenti elettroniche.  Alessio Matteodo, dopo il diploma preso all’Istituto Tecnico “Avogadro” di Torino, ha...

Tre mesi a Sofia, dove ha vissuto un’esperienza lavorativa gratificante in un’azienda che si occupa di componenti elettroniche.  Alessio Matteodo, dopo il diploma preso all’Istituto Tecnico “Avogadro” di Torino, ha varcato nello scorso mese di luglio i confini dell’Italia con la valigia piena di speranze e di buoni propositi. Destinazione: Bulgaria. Questo grazie al progetto “Talenti Neodiplomati”. Una porta aperta sull’Europa, che consente a tanti giovani meritevoli come Alessio di sviluppare competenze di vita in un contesto internazionale e diventare cittadini europei più consapevoli.  Un’opportunità di formazione e lavoro che fa sviluppare maggiore autonomia, senso critico, capacità di adattamento e di auto-organizzazione. Un’occasione per relazionarsi con il mondo e attraverso un bagaglio di conoscenze e competenze rafforzarsi nel confronto con la dimensione globale.

“Alessio è rientrato a Torino lo scorso 5 ottobre – parla la madre – e posso confermare che la sua esperienza si è rivelata super positiva. D’altronde me lo aspettavo. Sentivo che mio figlio si sarebbe presto integrato nella nuova realtà molto distante dalla nostra. Si è trovato molto bene sia nell’appartamento che condivideva con altri tre ragazzi sia nell’azienda in cui ha lavorato. L’organizzazione è stata impeccabile, molto bravi i tutor che lo hanno saputo seguire con tatto e discrezione. E’ ritornato entusiasta e con un’infarinatura della lingua bulgara perché nelle ultime settimane ha frequentato un corso. Nessuna esitazione da parte mia quando ho saputo che era stato selezionato dall’Istituto “Avogadro” di Torino. Non vedevo l’ora di aiutarlo a fare le valige per Sofia. Sia io che il mio ex marito lo abbiamo incoraggiato e appoggiato facendogli capire che si trattava di un’occasione da non mollare. Da buona pugliese sono una mamma chioccia, molto legata ai miei figli ma credo ciecamente in questi progetti. Sono più che utili, arricchiscono la persona che uscendo dalle mura domestiche comincia a capire il vero senso della vita e ad acquisire più fiducia in se stesso e autonomia. I giovani si mettono alla prova, cominciano a superare le prime difficoltà, diventano adulti. Alessio ha un carattere ambizioso, è molto determinato e non ho mai temuto che potesse incontrare difficoltà insormontabili. Nel mese di agosto ha avvertito un po’ la mancanza della famiglia, mi telefonava tutti i giorni e dal tono della sua voce intuivo la sua nostalgia. Devo riconoscere che gli insegnanti che lo hanno accompagnato sono stati sempre disponibili con lui come per gli altri. Sono soddisfatta di tutto quello che ha fatto. Le sue giornate erano ben organizzate persino nei momenti di svago. Ha lavorato, ha studiato, ha frequentato giovani di altri Paesi, si è divertito. Ha visitato chiese e musei, ha fatto lunghissime passeggiate nei parchi di Sofia. E’ tornato più uomo che ragazzo. Ha compiuto 20 anni da poco ed ha già sostenuto sette colloqui di lavoro. Tutti positivi. Da tre settimane lavora in un’azienda di San Mauro Torinese, la Elteco. Ha in tasca, per ora, un rapporto a tempo determinato di sei mesi fino al 30 aprile. La sua mansione è quella di impiegato commerciale. L’azienda che si occupa di componenti elettroniche ha buoni rapporti con la Cina. Guadagna 1200 euro netti al mese. Mi ripete sempre che il tirocinio svolto a Sofia è stato determinante per il suo ingresso nel mondo del lavoro. L ’esperienza all’estero – sottolinea – rappresenta un valore aggiunto. I programmi europei aumentano le chance occupazionali. Sono più che convinta che un progetto oltre confine faccia aumentare le possibilità di trovare un lavoro. E’ d’obbligo per noi genitori rammentare sempre ai nostri ragazzi che devono dimostrare impegno e passione. Questi progetti devono essere visti di buon occhio da tutti i genitori perché, credetemi, i nostri figli imparano a gestire vari aspetti della vita quotidiana, imparano ad orientarsi in Paesi nuovi e ad interagire con gli altri. Rientrano con più carattere”.

Ma soprattutto al loro rientro hanno maggiori chance di trovare un lavoro e un contratto da firmare. Le aziende sanno riconoscere e apprezzare i “Talenti Neodiplomati”.

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