“Sono lusingata, sono entusiasta della sua esperienza in Germania”. Le parole della mamma di Daniele dopo l’Erasmus+ del figlio a Berlino

Sempre più famiglie vedono partire i propri figli verso destinazioni europee per partecipare ad un Erasmus o per altre esperienze di studio e di lavoro. I ragazzi fanno nuove...

Sempre più famiglie vedono partire i propri figli verso destinazioni europee per partecipare ad un Erasmus o per altre esperienze di studio e di lavoro. I ragazzi fanno nuove amicizie, imparano ad apprezzare nuove realtà, nuovi sapori, nuove lingue, nuove regole. Lontani dalle sicurezze familiari iniziano a gestire in autonomia gli spazi e i tempi ma soprattutto sperimentano l’emozione di provare cosa significhi essere cittadini europei, come si vive oltre i propri confini territoriali e culturali aprendosi a nuove esperienze di formazione e crescita.

“Mio figlio Daniele dopo la maturità conseguita all’Istituto Tecnico “Avogadro” di Torino – racconta la mamma Giovanna – è partito per Berlino dove per circa tre mesi insieme a due compagni della stessa classe ha partecipato ad un Erasmus. Nei primi 15 giorni ha seguito un corso di lingua inglese, poi è stato inserito in una ditta di impianti elettrici. Lavorava per 8 ore al giorno, andava negli appartamenti per controllare i quadri elettrici. Si è trovato molto bene sia con i dipendenti dell’azienda che con gli altri stagisti. L’esperienza è stata bella ed è servita anche a noi genitori. Il mio Daniele è partito ragazzo ed è tornato uomo. E’ inutile negare le mie preoccupazioni, le mamme hanno sempre mille pensieri per i propri figli ma posso dire che fin dall’inizio l’ho spinto a fare questa esperienza perché ritengo che si tratti di progetti davvero validi. L’ho educato sin dalla tenera età ad essere autonomo ma finché si sta in casa propria non c’è sempre quel senso di responsabilità che si riesce ad acquisire soltanto con la lontananza dai propri affetti. A Berlino ha conosciuto tanti suoi coetanei coi quali mantiene rapporti quasi quotidiani. Qualche problemino l’ha avuto con la lingua tedesca ma è riuscito a cavarsela egregiamente con l’inglese. Ha visitato tanti musei, ha fatto diverse escursioni con la bicicletta, ha visitato tanti luoghi che gli sono entrati nel cuore e che vorrebbe rivedere. A parte le gite scolastiche di tre o quattro giorni Daniele non si era mai allontanato da casa per un periodo così lungo. Ci siamo sentiti telefonicamente tutti i giorni. Sia io che mio marito siamo stati accorti a non pressarlo, era lui che ci raccontava la sua giornata. Sicuramente avrà avuto un pizzico di nostalgia per la sua casa, per sua sorella, per noi genitori ma non lo ha fatto mai trapelare. Negli ultimi giorni di permanenza a Berlino è stato contattato per un colloquio da un’azienda di schede elettriche di Ciriè, a pochi chilometri da Torino. Quando è rientrato ha sostenuto il colloquio ed ha portato a casa il suo primo contratto di apprendistato della durata di 5 anni. Percepisce circa mille euro al mese ed è soddisfatto dell’ambente lavorativo. Il suo obiettivo è quello di crescere in questa azienda giovane che è in espansione. E’ contento perché mette in pratica ciò che ha studiato a scuola. Se avesse avuto uno stipendio un pochino più alto sarebbe già andato a vivere per conto suo. Sono lusingata, sono entusiasta della sua esperienza in Germania e consiglio vivamente a tutti gli altri genitori di non ostacolare i propri ragazzi nei loro percorsi. La globalizzazione ha reso semplice il viaggiare e la tecnologia agevola le più diverse forme comunicazione. Facciamo camminare i nostri figli sulle proprie gambe. Dobbiamo essere fieri dei passi che i nostri ragazzi fanno nel mondo. La preparazione e il confronto con gli altri sono indispensabili per partire col piede giusto”.

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