“Rapportarsi con culture diverse non può che fare bene”. Intervista alla Prof.ssa Nunzia Parisi sui PON

Sviluppo della società della conoscenza e dell’informazione. Ampliamento delle competenze di base. Sostegno alla mobilità dei giovani. Integrazione con il mondo del lavoro. Sono gli obiettivi dei PON, i...

Sviluppo della società della conoscenza e dell’informazione. Ampliamento delle competenze di base. Sostegno alla mobilità dei giovani. Integrazione con il mondo del lavoro. Sono gli obiettivi dei PON, i Programmi Operativi Nazionali finanziati dalla Commissione Europea per favorire la parità economica e sociale di tutte le regioni dell’Unione Europea e ridurre il divario tra le più avanzate e quelle in ritardo di sviluppo.

“La progettazione di un PON – spiega Nunzia Parisi docente di lingua inglese presso l’istituto “Niccolò Copernico” di Barcellona in Sicilia – non è difficile ma è macchinosa la gestione della piattaforma. L’ultimo progetto che ho realizzato si è svolto la scorsa estate a Portsmouth . In 120 ore dedicate alla gestione dei RAEE e alle sfide dell’economia circolare sono stati trattati i temi sul recupero dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e delle strategie da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea.

Il progetto per il quale ho speso molto del mio tempo – dice – ha registrato un’ampia richiesta di partecipanti e devo evidenziare con orgoglio che i nostri studenti si sono dimostrati sin dall’inizio motivati. Le risposte, in termini di interesse e di gradimento, si sono rivelate più che discrete. E’ dal 2012 che mi cimento nella progettazione di programmi rivolti agli studenti del triennio della mia scuola. Ho iniziato dapprima con il Comenius, poi ho lavorato per l’Erasmus e negli ultimi tre anni per i PON. Attualmente sono impegnata in un progetto sulle biotecnologie di 90 ore che vogliamo lanciare a Sofia e vorremmo attuarlo tra la fine di agosto e gli inizi di settembre del prossimo anno. Sono convinta che la full immersion in una realtà diversa dalla propria produca effetti positivi. A Portsmouth i nostri allievi hanno saputo dimostrare qualità straordinarie, si sono saputi adattare in tutti i contesti. Le motivazioni interiori ti fanno conquistare il mondo. Dal confronto si cresce, rapportarsi con culture diverse non può che fare bene. E poi non bisogna pensare che gli studenti degli altri Paesi siano migliori dei nostri. Ricordo sempre ai ragazzi che disponiamo di una scuola altamente tecnologica, attrezzata di laboratori vari e spazi che consentono loro studi di qualità”.

Continua con parole di soddisfazione per tutti gli studenti che frequentano l’Istituto Copernico: “Sono bravi e gli insegnanti si sforzano in tutti i modi per diventare i loro coach”.  E ancora: “Cerco anche di trasmettere in ognuno di loro la passione verso la lingua inglese. Sapersi esprimere, farsi capire, confrontarsi senza temere di essere fraintesi è fondamentale quando si espatria. La vita diventa meno complicata”.

Quanto alle azioni dell’Unione Europea sottolinea che è importante saper approfittare delle occasioni.

“Le misure messe in campo dalla UE mirano a garantire il successo formativo degli studenti. Gli spazi per l’apprendimento attraverso l’uso di metodologie innovative suscitano interesse e curiosità ed agiscono sul processo formativo in modo globale e integrato. I progetti che tanto mi impegnano – conclude la docente – sviluppano nella comunità studentesca l’autonomia e lo spirito d’iniziativa fondamentali nel loro percorso di crescita e per le loro prospettive lavorative future.

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