In Spagna il viaggio inizia dalla gastronomia. Ecco alcuni piatti della tradizione

Dimmi quello che mangi e ti dirò chi sei Quale modo migliore di conoscere un popolo o un Paese se non attraverso la sua cucina? Gustare la tradizione, la...

Dimmi quello che mangi e ti dirò chi sei

Quale modo migliore di conoscere un popolo o un Paese se non attraverso la sua cucina? Gustare la tradizione, la storia e la cultura attraverso i piatti, le bevande, gli aromi e i profumi. Ogni pietanza con cui imbandiamo le nostre tavole e che allietano i nostri momenti di convivialità ha una sua origine, una sua storia e si identifica pienamente in una comunità, piccola o grande che sia. Se quindi dico paella, sangria o gazpacho, non può che venire immediatamente in mente la Spagna, di cui questi piatti sono ormai perfetti sinonimi. Tra questi la paella è sicuramente il piatto più rappresentativo della tradizione popolare iberica, espressione di un popolo e delle sue necessità. La sua origine infatti risale circa al XV secolo, quando i contadini e i pastori di Valencia, per la necessità di trasportare il pranzo con facilità, idearono il sistema di questa capiente padella. Paella infatti altro non è che il corrispettivo della nostra padella ma di dimensioni maggiori e con delle anse laterali al posto del manico per facilitarne il trasporto. Nella paella quindi si faceva cuocere un modesto pasto a base di riso, in abbondanza nei dintorni lagunosi di Valencia, a cui la ‘ama’, la madre di famiglia, aggiungeva tutto ciò che aveva in casa per arricchire e aromatizzare il tutto. Quello che era quindi sostanzialmente un piatto povero della tradizione è diventato negli anni una prelibatissima ricetta, in cui il re del piatto, ossia il riso, si sposa con l’aroma dorato dello zafferano e con i doni di terra e mare, che creano un coloratissimo piatto unico, pronto a rievocare già al primo assaggio la variegata tradizione spagnola, frutto del mix tra le culture più diverse che nei secoli si sono fruttuosamente incrociate. Dalle verdure al pollo, dai moriscos, ossia i frutti di mare, all’aragosta, ce n’è davvero per tutti i gusti. Da Valencia la paella ha conquistato così ben presto tutta la penisola, diventando il simbolo più rappresentativo di questa calorosa terra, che celebra la sua tradizione con sagre e feste, in cui non possono certo mancare le nostre generose padelle.

Come per la paella, la cui pronuncia vi ricordo è “paèglia”, anche il gazpacho ha origine nella tradizione più umile, per non dire più povera, dell’Andalusia. Una zuppa di verdure crude, condita con genuino olio extravergine d’oliva o aceto, era tutto ciò che bastava ai contadini del sud per rinfrescarsi in estate e per affrontare una giornata nei campi, quegli stessi campi che li ricompensavano con i prodotti semplici ma sani della terra. Benefico, leggero e rinfrescante, questo piatto variopinto, che sembra riprendere i colori e le fantasie degli abiti del flamenco, allieta ancora oggi le tavole ormai non solo dell’Andalusia, ma di tutta la Spagna e il Portogallo.

Infine c’è lei, la regina delle tapas, sua maestà la sangria. Molto probabilmente andaluse sarebbero le origini anche di quest’altra importante icona della Spagna, ma è nota anche un’altra storia, quella degli Albañiles, i muratori di Madrid. Si dice che al momento della pausa pranzo, dopo aver consumato il pasto nella loro lunch-box, questi strenui lavoratori prendevano il vino rimasto, lo versavano in una brocca e vi aggiungevano gli avanzi della frutta e quanto regalato dal bar, quindi un po’ di zucchero, un po’ di liquore, qualche cubetto di ghiaccio e voilà, ecco la sangria. Ancora una volta una ricetta basata sul recupero, su ingredienti semplici e sul mix, che caratterizza fortemente questa terra, in un filo conduttore che va dalle architetture fino alla cucina. La sangria diventa così la bevanda più popolare della Spagna, fresca, sprintosa, l’ideale per accompagnare il momento delle tapas, le tortillas, le patate bravas, il serrano, il pane tumaca, il chorizo e ogni genere di pinchos.

La tavola spagnola è davvero quanto di più ricco e variegato possa esistere, capace di accogliere e accompagnare ad ogni assaggio in uno straordinario viaggio all’insegna dei sapori e delle tradizioni. La prima vera esperienza di viaggio passa per la cucina, il vero scambio tra popoli avviene a tavola e la conoscenza passa per i sensi, uno di questi è il gusto. Una volta in terra spagnola non potrete assolutamente fare a meno di assaggiare questi piatti straordinari, frutto della generosità, della creatività e del sentimento. Le vostre papille gustative vi ringrazieranno.

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Anthea Claps

Laureata in Filologia classica presso l’Università Federico II di Napoli, ha una grande passione per l’arte, la musica e i viaggi. Animata da insaziabile curiosità, sostiene l’importanza della cultura e del “never stop training”. Con lo stesso spirito si occupa di e-learning presso ETN.

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