Didattica digitale: insegnare e far appassionare gli studenti attraverso lo storytelling

In un mondo digitale come quello in cui viviamo, in cui la maggior parte delle nostre attività quotidiane sono ormai governate dal sistema binario, anche gli strumenti sono ben...

In un mondo digitale come quello in cui viviamo, in cui la maggior parte delle nostre attività quotidiane sono ormai governate dal sistema binario, anche gli strumenti sono ben presto trasmigrati dall’analogico al digitale. È il caso di uno strumento molto efficace ai fini della comunicazione, delle connessioni sociali e dell’educazione. Mi riferisco allo storytelling, ormai digital storytelling, l’arte di narrare emozionando.

Dalla notte dei tempi la narrazione fa parte della storia dell’uomo, come bisogno intrinseco di raccontare e raccontarsi, creare e tramandare valori, stimolare idee e sensazioni. Dalle pitture rupestri del neolitico agli aedi nelle agorài, lo storytelling ha sempre svolto una funzione educativa, formativa, grazie al potere seducente della narrazione, capace di costruire l’identità di una nazione, di custodirla e tramandarla alle generazioni future. L’efficacia di questo strumento, in grado di parlare ai cuori di ogni lingua, razza o religione, è dimostrata dal fatto che ancora oggi non si può fare a meno di ricorrere alle sue preziose e camaleontiche risorse. Pur nella sua veste moderna, ossia quella digitale, attraverso l’utilizzo combinato di codici, suoni ed immagini, mantiene ancora tutto il suo fascino e il suo potere evocativo, ciò che in sostanza rende il digital storytelling il mezzo più utilizzato nel mondo dei media, social media marketing e comunicazioni.

Con l’avvento di internet la narrazione non è mai stata così efficace, così semplice, alla portata di tutti e soprattutto immediata, grazie alla velocità e alla spontaneità della condivisione, capace di rendere virali i contenuti, siano informativi, a scopo commerciale, ludico o artistico e, perché no, didattico. La nuova frontiera infatti è proprio quella che vede impiegare sempre più spesso il digital storytelling nell’ambito della didattica. Questo sia per l’efficacia ormai consolidata dello strumento storytelling ai fini dell’apprendimento, sia per le nuove, infinite potenzialità generate dal connubio con il macrocosmo del web. Non solo quindi quella delle narrazioni digitali diventa una competenza vera e propria, ma genera a sua volta nuove competenze, fondamentali sia in ambito scolastico sia per affrontare le sfide del mondo del lavoro e le varie pieghe della vita quotidiana più in generale. Diversi autori e studiosi di neuroscienze hanno infatti evidenziato che l’impiego del digital storytelling nella didattica crea un prezioso ponte tra il mondo high tech di oggi e quello della scuola tradizionale, generando interesse, attenzione e motivazione per gli studenti, appartenenti ormai alla categoria dei “nativi digitali”.

Gli allievi, finalmente coinvolti nella creazione di storie digitali, possono così sviluppare competenze avanzate in materia di comunicazione, imparando ad organizzare le idee, a porre domande, esprimere opinioni e costruire racconti, favorendo così la possibilità di personalizzare l’apprendimento, migliorare gli aspetti tecnici del linguaggio e lo sviluppo del pensiero critico. Inoltre, si riscontra un maggior coinvolgimento da parte di studenti con difficoltà nella lettura o nella scrittura oppure con difficoltà relazionali, poiché la realizzazione di un progetto o un’attività di digital storytelling si presta particolarmente ad essere svolta in gruppo. Questo concede così l’opportunità di lavorare attraverso attività cooperative e di tutoraggio tra pari, valorizzando ulteriormente le diverse competenze tecnologiche, le competenze linguistiche, delle immagini o musicali e rinforzando appunto le abilità relazionali. Si può dire quindi che si tratta di uno strumento a tutto tondo, in grado di curare la formazione dei ragazzi in maniera totalizzante, rafforzando le skills del presente e del futuro, personali e sociali. La sua natura prettamente comunicativa e informativa lo annovera poi a pieno a titolo nella categoria delle competenze digitali, configurandosi come una sorta di scienza sorella dell’information literacy.

Realizzare un digital storytelling infatti, che sia individuale o di gruppo, implica necessariamente la scelta di un argomento, di un tema, e quindi di conseguenza la raccolta di informazioni attraverso la ricerca, con il fine ultimo di realizzare una narrazione, una storia interessante e coinvolgente. Per creare una narrazione digitale e per favorire la sua fruizione e soprattutto la condivisione c’è bisogno di una serie di

hardware e software, quindi risulta necessario valutare e scegliere gli elementi più adeguati al fine di rendere efficace il messaggio. Ecco quindi che ancora una volta ritornano le nostre competenze digitali e la necessità da parte dei docenti di formarsi in questo settore. La scuola, le classi e la didattica sono ormai 2.0. I digital native hanno bisogno di nuovi stimoli, di compartecipazione, di coinvolgimento attivo nei processi di apprendimento e di crescita, poiché sono proiettati sin da piccoli in quella dimensione binaria di immediatezza che la scuola deve cercare di riprodurre, senza però rinunciare al sapere e alla cultura. Il digital storytelling è in grado di mantenere esattamente quest’equilibrio, combinando il metodo tradizionale con le disponibilità delle nuove tecnologie e creando così una nuova scuola all’insegna dell’innovazione, dell’inclusione e della motivazione, una scuola digitale in cui ciascuno possa sentirsi al centro dell’apprendimento attivo e possa liberamente dar voce alle proprie capacità, una scuola in cui dare un senso alla propria realtà e identità.

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Anthea Claps

Laureata in Filologia classica presso l’Università Federico II di Napoli, ha una grande passione per l’arte, la musica e i viaggi. Animata da insaziabile curiosità, sostiene l’importanza della cultura e del “never stop training”. Con lo stesso spirito si occupa di e-learning presso ETN.

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