Erasmus+: 5 buoni motivi per partire

Abbiamo parlato tante volte di Erasmus+, in diversi articoli, content e video. Probabilmente lo abbiamo fatto senza soffermarci sul perché decidere di partire in Erasmus+, sia dal punto di...

Abbiamo parlato tante volte di Erasmus+, in diversi articoli, content e video.

Probabilmente lo abbiamo fatto senza soffermarci sul perché decidere di partire in Erasmus+, sia dal punto di vista dello studente che del docente.
Potrebbe essere un impegno troppo grande per il docente che accompagna il gruppo, potrebbe essere difficile stare lontano da casa così come fare uno stage in lingua straniera.

I possibili interrogativi se li è posti, fornendo anche delle risposte, l’Agenzia Nazionale che ha redatto la Guida Pratica per i Dirigenti Scolastici, versione 2019 quindi aggiornata in vista della prossima scadenza del 5 febbraio.

Proviamo a porre l’attenzione anche noi sulle motivazioni che spingono docenti e studenti ad affrontare l’esperienza della mobilità; lo facciamo tenendo in considerazione le risposte più comuni, ai perché partire in Erasmus+, individuate proprio nella Guida Pratica. Ed ecco così 5 buoni motivi per partire:

 

1. Migliorare l’insegnamento e l’apprendimento

Sappiamo che il mondo sta cambiando in maniera davvero rapida, non si ha più la possibilità di aspettare il momento giusto, occorre muoversi in fretta, imparare velocemente. Un’esperienza come l’Erasmus+ ti forma e ti plasma rispetto alle attuali esigenze, si ha modo di conoscere modalità di apprendimento diverse e sicuramente acquisire competenze spendibili nell’immediato.

 

2. Ampliare gli orizzonti degli alunni e alimentare le loro ambizioni

Questo è senza dubbio l’obiettivo maggiore di un programma formativo, innestare nella mente dei ragazzi quella spinta necessaria per pensare in grande! Tutto è possibile se ci sono impegno, preparazione e costanza. Vivere all’estero, fare uno stage in lingua, muoversi in città diverse dalle proprie, sperimentare davvero il problem solving, sono condizioni che supportano un’ambizione già esistente o stimolano a puntare un traguardo. I docenti sono fondamentali in questo step, sostengono e guidano gli studenti.

 

3. Offrire al personale della scuola esperienze di formazione professionale uniche

Tante volte, forse troppe, sentiamo dire che il problema dei nostri studenti è la modalità di insegnamento, forse non al passo rispetto alle tendenze europee.
Bene, questa è l’occasione giusta per confrontarsi, capire che è il momento di dare una svolta per se stessi e per gli allievi. Bisogna formarli e prepararli in modo tale da concedergli le stesse possibilità di un coetaneo proveniente dall’estero.

 

4. Consolidare la reputazione della propria scuola

Partecipare ad attività internazionali indica che ci si aspetta molto dagli studenti e dal personale e coinvolgendo tutti in un’esperienza all’estero collaborando in Erasmus+ con altre scuole, l’Istituto si dimostrerà un luogo favorevole al lavoro e all’apprendimento.

 

5. Stabilire un legame con organizzazioni del settore, responsabili politici e comunità

L’Erasmus+ consente di bypassare le mura scolastiche beneficiando della partecipazione ad attività a diretto contatto con le aziende locali, cittadini e responsabili politici , tutti attori validi nell’ affrontare eventuali criticità dell’ambiente scolastico e a migliorarle.

Analizzando le varie motivazioni è di facile individuazione un unico comune denominatore: IMPARARE.

Decliniamolo su diversi aspetti: imparare una lingua, imparare a condividere esperienze con altri studenti di nazionalità diverse, imparare nuove forme di insegnamento, imparare ad adattarsi, imparare ad avere un maggiore spirito di intraprendenza…e potrei andare ancora avanti.

Dopo aver letto questo articolo, vi invito a sollevare i vostri perché provando ad ampliare quelli citati e un po’ esplicati nel testo.

In generale ogni esperienza stimola tanti input, ognuno di noi poi saprà quali sviluppare e quali no ma sono certa che l’Erasmus+ in tutti coloro che decidono di affrontare questo viaggio, stimolerà la voglia di conoscere il mondo, il desiderio di viaggiare, di apprendere e sarà difficile, a viaggio ultimato, ritornare nella propria cameretta o nella propria cattedra in classe, senza vedere con nuovi occhi il proprio essere, che siate studenti o che siate docenti.

Sarete pronti per vivere nuove avventure di vita ma conservando quel pizzico di nostalgia per un’esperienza che senza alcun dubbio, vi porterete come bagaglio, molto ingombrante ma non per il suo peso quanto per il suo contenuto!

Buon viaggio e buon Erasmus!

Stay tuned!

 

 

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Eva Ridolfi

Laureata in Economia e Gestione delle Imprese Turistiche, lavora per Etn dal 2008 occupandosi dell’agenzia di viaggi Etn Travelvision e della formazione degli Experience Tutor.
Nel tempo libero si dedica alle sue passioni: sport e cucina.

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