Studenti plusdotati: dal 1987 l’Europa promuove lo sviluppo dell’alto potenziale cognitivo

Dall’inizio del XXI secolo, diversi paesi europei, hanno iniziato a promuovere politiche educative a sostegno degli studenti ad alto potenziale cognitivo facendo man mano acquisire una maggior consapevolezza, sia...

Dall’inizio del XXI secolo, diversi paesi europei, hanno iniziato a promuovere politiche educative a sostegno degli studenti ad alto potenziale cognitivo facendo man mano acquisire una maggior consapevolezza, sia in ambito istituzionale che sociale, circa la necessità di offrire loro un supporto educativo personalizzato.

A dare avvio a questa nuovo approccio ha certamente influito l’attività di ricercatori, insegnanti e psicologi dell’allora Europa occidentale ed Europa orientale che nel 1987, hanno costituito insieme l’ECHA (European Council for High Ability), una rete professionale finalizzata a promuovere attività di ricerca per lo sviluppo dell’alto potenziale cognitivo degli individui e a diffonderne i risultati.

Gli esiti di questa iniziativa sono poi confluiti nella raccomandazione del Consiglio di Europa n° 1284 del 1994, secondo la quale “i bambini talentati dovrebbero poter beneficiare di condizioni adeguate di insegnamento, capaci di sviluppare completamente le loro potenzialità, nel loro interesse e nell’interesse della società. Nessun paese si può permettere di sprecare dei talenti, poiché sarebbe proprio uno spreco di risorse umane non identificare in tempo delle potenzialità intellettuali o di altra natura, per le quali sono necessari strumenti adeguati”. Con tale iniziativa l’Europa, circa 35 anni fa, ha comunicato quindi agli Stati membri firmatari della Convenzione Culturale Europea di tener conto delle sue indicazioni nella definizione delle rispettive politiche educative.

Nel 2005 poi… su incarico del Ministero dell’educazione e della ricerca della Germania, il professor Franz J. Monks della Radbound University di Nimega (Paesi Bassi) ha poi condotto la ricerca “ Gifted Education in 21 European Countries: Inventory.and Perspective”. Attraverso l’analisi delle politiche educative adottate nei vari paesi oggetto dell’indagine si è giunti alla conclusione che alcuni paesi avevano dato seguito alla raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1994 definendo delle linee guida e degli approcci didattici in materia di apc e plusdotazione, altri si stavano gradualmente adeguando a tale raccomandazione, altri ancora non riconoscevano nemmeno i termini di alto potenziale cognitivo e plusdotazione. Dalla ricerca è emerso anche, che laddove c’erano state delle azioni già strutturate o in via di definizione, i paesi convenivano nella necessità di dotare gli insegnanti di un’adeguata formazione sia in termini di aggiornamento che di curriculum di base.

Anche l’Eurydice, rete istituzionale che raccoglie, aggiorna, analizza e diffonde informazioni sulle politiche, la struttura e l’organizzazione dei sistemi educativi europei, nel 2006 ha prestato attenzione a questa tematica, attraverso la realizzazione di uno studio comparativo “Specific Educational Measures to Promote all Forms of Giftedness at School in Europe”. Da tale ricerca è emerso che un buon numero di paesi europei aveva dato riconoscimento, adottato un sistema di certificazione e delle pratiche volte alla corretta e supportiva formazione scolastica degli studenti apc e plusdotati.

In tempi più recenti, nel 2013 il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), consapevole delle necessità educative dei bambini e dei giovani ad elevate capacità intellettive, grazie anche agli esiti delle ricerche realizzate nei precedenti decenni oltre che all’esistenza in una corposa bibliografia scientifica, ha espresso il parere 2013/C 76/01, attraverso il quale suggerisce di “Liberare il potenziale dei bambini e dei giovani ad elevate capacità intellettive nell’Unione europea” e raccomanda che la Commissione Europea e gli Stati membri “adottino misure adeguate che favoriscano l’attenzione a tutti i tipi di diversità, compresi programmi intesi a valorizzare il potenziale dei bambini e dei giovani ad elevate capacità, in modo da liberare tale potenziale nei contesti più vari. Gli obiettivi di una simile azione sarebbero fra l’altro promuovere l’occupazione e l’occupabilità all’interno dell’Unione europea e, in un contesto di crisi economica, potenziare la valorizzazione delle conoscenze specializzate ed evitare l’emigrazione delle persone a elevate capacità verso altre zone del mondo”.

Nel frattempo l’ECHA ha continuato la sua attività di ricerca, formazione e divulgazione per lo sviluppo dell’alto potenziale cognitivo e tra il 16 e il 18 ottobre del 2019 terrà a Dubrovnik (Croazia), la 1° conferenza tematica “Creativity Research & Innovation in Gifted Education: Social, Individual and Educational Perspective”.

 

Riferimenti:

“Gifted Education In Various Countries Of Europe”- Eva Reid – Heiner Boettger

“Gifted Education in Europe : Implications for policymakers and educators” Tourón, J. & Freeman, J. (2017), S.I. Pfeiffer (Ed.) APA

“Handbook on Giftedness and Talent” Washington American Psychological Association (APA).

https://www.echa.info/

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Referente dell’Osservatorio Permanente della Formazione in Mobilità Internazionale di ETN. Diplomata Tecnico Commerciale e Programmatore, da sempre appassionata di scienze sociali. Tratto caratteristico della sua persona sono l’attitudine all’apprendimento continuo oltre che una buona dose di curiosità epistemica, elementi che insieme ad un profondo sentimento di partecipazione attiva verso il proprio lavoro hanno favorito la scelta di riprendere gli studi in Sociologia.

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