Progetto Demetra: un’opportunità europea per l’occupazione femminile

Venerdì 23 novembre, a Potenza, si è svolto un evento, organizzato dal Liceo Scienze Umane “E. Gianturco”, per presentare gli esiti di alcuni progetti europei di formazione in mobilità,...

Venerdì 23 novembre, a Potenza, si è svolto un evento, organizzato dal Liceo Scienze Umane “E. Gianturco”, per presentare gli esiti di alcuni progetti europei di formazione in mobilità, tra cui “Demetra: servizi innovativi per la prima infanzia”, finanziato nell’ambito del Programma Erasmus+ (Call 2017).
Al progetto, avviato ad ottobre dello scorso anno, hanno partecipato 15 studentesse del liceo, che hanno svolto un tirocinio di 4 settimane a Berlino, ospitate presso asili nido, strutture educative per la prima infanzia, con il supporto formativo e logistico dell’agenzia formativa Berlink, specializzata nella formazione in mobilità e parte del network di ETN (Education and Training Network), partner del Progetto, il cui soggetto proponente è Confcooperative Puglia.

L’idea progettuale e la fase di candidatura sono state curate da Sistema Turismo, organismo intermediario del progetto, che nel 2012 ha progettato e attivato, in Basilicata, il primo Corso di Alta Formazione dal titolo “Tagesmutter (mamma di giorno): una nuova professione per l’infanzia”, rivolto a 15 donne.

Le ragazze del Liceo Scienze Umane di Potenza hanno reputato l’esperienza molto interessante, non solo per il carattere fortemente professionalizzante dello stage, ma anche per le relazioni istaurate con il personale educativo degli organismi ospitanti, per aver vissuto, anche se per un periodo breve, in contesti organizzativi, caratterizzati da metodi e metodologie didattiche innovative, per aver acquisito competenze multiculturali e consolidato quelle linguistiche e comportamentali.

Le attività hanno riguardato il gioco e l’interazione costante con i bambini, il supporto nello svolgimento delle attività quotidiane, quali il pasto, il sonno, l’igiene e la pulizia, l’intrattenimento con la narrazione di storie e racconti, mettendo in atto capacità creative nello sviluppo di attività ludiche, ricreative ed educative, in grado da suscitare l’interesse delle bambine e dei bambini.

Il gruppo è arrivato a Berlino, a seguito di un percorso di preparazione linguistica e di orientamento, a fine agosto e si è fermato fino alla fine di settembre scorso. E’ stato un periodo intenso per la partecipazione ai tirocini e ad ulteriori attività collaterali, quali tour, visite culturali e professionali, attività ricreative, che hanno consentito di trascorrere anche il tempo libero in modo divertente.

Per questo gruppo di studentesse, l’obiettivo del Progetto Demetra può considerarsi conseguito, in termini di consolidamento di competenze specifiche nel settore dei servizi educativi per la prima infanzia, in grado di favorirne l’occupabilità, in un mercato del lavoro che presenta una domanda inevasa di servivi per l’infanzia da parte delle famiglie e delle donne, in particolare, che spesso hanno difficoltà a conciliare la vita professionale con quella personale e familiare.

L’Europa indica ai paesi membri due significativi traguardi da perseguire entro il 2020: la crescita del sistema economico attraverso la valorizzazione delle donne lavoratrici e dei servizi per la prima infanzia, accessibili al 33% dei bambini nella fascia 0-3 anni. Dall’uno e dall’altro obiettivo l’Italia è lontana.
Nell’U.E., solo il 30% dei bambini con meno di 3 anni, frequenta una struttura ECEC (Early Childhood Education and Care).
Solo in pochi paesi europei è assicurato il diritto all’ECEC ad ogni bambino e la domanda e l’offerta dei servizio risulta essere in equilibrio.
In Italia, non solo non vi è alcun diritto all’ECEC, ma la domanda risulta nettamente superiore all’offerta, nonostante negli ultimi anni si siano attuate politiche di sostegno alla famiglia, quali il bonus baby sitter e asilo nido, il bonus nido, che prevedevano un contributo economico alle famiglie per l’iscrizione dei propri figli agli asili nido.

In tale contesto, il progetto, riguardante il territorio della Puglia e della Basilicata, regioni che hanno maturato esperienze significative nel settore dei servizi alla prima infanzia, intende favorire lo scambio di esperienze e di buone pratiche, anche e soprattutto attraverso l’esperienza in mobilità.

La Regione Puglia si è distinta per un impegno notevole verso le politiche rivolte alla prima infanzia, ponendosi un obiettivo molto ambizioso, “aumentare i servizi di cura alla persona, alleggerendo i carichi familiari per innalzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro”, con un intervento sistematico teso, da un lato a rafforzare l’infrastrutturazione socio-educativa e dall’altro a sostenere l’offerta per le famiglie, potenziandone l’accesso, anche attraverso l’emanazione di bandi per beneficiare di buoni-servizio di conciliazione, spendibili nei servizi per l’infanzia.

In Basilicata, dove la percentuale di Comuni che, negli ultimi anni hanno attivato servizi per l’infanzia, si è attestata al 32%, in linea con la media del Mezzogiorno, ma significativamente inferiore a quella dell’Italia, si registra un tasso di disoccupazione femminile in forte crescita, dovuto in parte anche alla mancanza di servizi educativi per la prima infanzia. Pertanto, risulta rilevante investire in servizi innovativi e flessibili, come quello tagesmutter, una soluzione idonea per i piccoli comuni della regione ed un’alternativa per i centri di maggiori dimensioni, come quelli pugliesi, che registrano spesso una domanda inevasa.

Il Consiglio Regionale della Basilicata ha istituito il servizio “Tagesmutter” e la Giunta, nel 2016, ne ha definito il profilo professionale, inserendolo nel Quadro delle qualificazioni regolamentate, per offrire, accanto ai servizi educativi più tradizionali altri più innovativi e flessibili, caratterizzati dalla diffusione e capillarizzazione sul territorio, anche in zone periferiche e non densamente abitate, sostenibile dagli enti locali per i limitati costi di investimento e di gestione.
La tagesmutter (mamma di giorno) è una figura professionale affermatasi più di 20 anni fa nel Nord Europa e poi diffusasi anche in Italia, a partire dal 1999, in Trentino, offrendo in pochi anni a molte donne, non solo la possibilità di conciliare le esigenze della vita lavorativa e di quella familiare, ma di trovare in questa nuova professione una via praticabile di inserimento (o reinserimento) nel mondo lavorativo per se stesse.

Ultima curiosità, probabilmente di facile intuizione…perché Demetra?

Il titolo deriva da Terra Madre, è riferito alla dea greca della fertilità e rimanda al concetto di donna – madre, che provvede al nutrimento, alla cura e all’educazione dei figli.
Una lettura moderna di Demetra impone, però, un’evoluzione del ruolo della donna che, pur conservando quello di madre, deve rispondere a quello di donna – lavoratrice, intenta a dover conciliare entrambi gli aspetti, con l’esigenza di affidare, almeno in parte, la cura e l’educazione dei propri figli a persone che abbiano competenze professionali e relazionali, in grado di rispondere a tale bisogno.

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