Gli studenti amano ancora viaggiare: ecco il perché

L’anno scorso ho avuto l’opportunità di visitare diverse scuole superiori italiane e parlare con 40.000 ragazzi e ragazze che all’interno di quelle pareti passano buona parte della loro quotidianità....

L’anno scorso ho avuto l’opportunità di visitare diverse scuole superiori italiane e parlare con 40.000 ragazzi e ragazze che all’interno di quelle pareti passano buona parte della loro quotidianità.

Dopo questa bellissima esperienza ho riflettuto su cosa è emerso dalle diverse conversazioni con gli studenti e mi sono reso conto di un aspetto in particolare.
Per quanto i vissuti e gli interessi di ciascuno siano inevitabilmente diversi e unici, un tratto comune mette in relazione tutti gli adolescenti e tutti gli istituti di tutte le regioni: la voglia di uscire dal proprio recinto, di mettersi alla prova, la voglia di inseguire un sogno, un’opportunità, una chance di vivere appieno quell’età in cui tutto si può e nulla è precluso. In poche parole, la voglia di viaggiare.

Non c’è app dello smartphone che tenga, non c’è profilo social che sostituisca questo. Quando si tratta di preparare la valigia e partire lo studente non se lo fa ripetere due volte: sale in camera, seleziona il necessario, mette in borsa, chiude le cerniere ed è pronto a nuove sfide.

A dicembre 2017 sono stato in una scuola di Vicenza e un ragazzo, Riccardo, mi ha spiegato bene il perché di questa irrefrenabile smania di lasciare tutto e partire: “A me, ma penso a noi tutti, serve qualcosa per cui valga la pena stare al mondo. Non bastano la scuola, Instagram o Facebook. Vivere vuol dire altro”. Gli ho chiesto allora cosa intendesse per ‘altro’: “Viaggiare, andare via, spostarsi, conoscere…insomma, trovare altri ragazzi come te, provare a parlare la loro stessa lingua e conoscere di più di loro, di dove vivono e cosa pensano…”.

Mentre Riccardo mi raccontava queste cose, si era creata attorno la classica cerchia di amici e tutti quanti facevano a turno con la testa cenni concordi, cercandosi con lo sguardo, quasi a sentirsi gruppo di amici, oltre che parte di una classe.

Viaggiare, se ci si pensa, vuol dire proprio questo per un ragazzo. Sentirsi in una squadra, avere relazioni reali, che mai potranno essere trasportare online, sperimentare se stesso, quindi crescere, trovarsi in situazioni nuove, vale a dire sperimentarsi: insomma, per tutti gli studenti, me compreso, visitare nuovi posti è davvero l’avventura più bella che possa esistere, che essa duri un anno, un mese o un giorno.

Viaggiare per credere.

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All’età di tredici anni muove i suoi primi passi nel mondo del giornalismo, scrivendo articoli per un piccolo sito sportivo. Ha preso parte alla stesura de ‘Il Campionato degli Italiani’. Collaboratore della Gazzetta di Modena, si è occupato di tematiche legate al disagio giovanile. Ex membro dell’ufficio stampa del Modena Calcio, nel 2016 pubblica ‘Bianca Neve’, il suo primo romanzo. Suo ultimo lavoro l’ideazione e la coordinazione del progetto We Are Modena’, antologia di racconti scritti da ragazzi.

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