Carpe diem! 10 film sulla scuola – Terza parte

Terza e ultima parte dell'articolo del professor Francesco Pugliese sui film legati al mondo della scuola.

Ai seguenti link potete leggere la prima e la seconda parte:
Buona lettura!

BIANCA – di Nanni Moretti, Italia 1984

Un film in cui la scuola fa più che altro da sfondo alle tormentate vicende e alle nevrosi del professore di matematica Michele Apicella (il nome che assumono i protagonisti interpretati dallo stesso Moretti nei suoi primi film), ma che merita la citazione per la grottesca e surreale rappresentazione di un istituto “all’avanguardia”, che fa proprie le innovazioni didattiche post-’68, ma le immerge nel contesto frivolo e consumistico degli anni ’80 che guardano con malinconia ai “mitici” anni ‘60. La scuola è chiamata “Marilyn Monroe”, il professore di storia racconta, con l’ausilio del juke box, la vicenda della composizione de “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli, in presidenza campeggia, al posto della foto del Presidente della Repubblica, il volto austero di Dino Zoff e c’è anche uno psicologo: non per i ragazzi, ovviamente, ma per il corpo insegnante. Gli studenti sono preparatissimi, e sono loro, con l’appoggio del preside, a “bacchettare” quei docenti che non sono in linea con l’approccio didattico della “M. Monroe”, secondo cui la scuola “non deve formare, ma informare”.

AULE TURBOLENTE (School Daze) – di Spike Lee, USA 1988

Il regista “neo-realista nero” per eccellenza, Spike Lee, dirige questo insolito musical ambientato in un campus universitario per studenti neri nel sud degli USA, in cui vengono a galla tutta una serie di piccole miserie che svelano una comunità nera spaccata tra chi si perde nel vagheggiamento di un “sogno americano” tipicamente bianco, riproducendo l’ambiente dei college tradizionali con le confraternite di studenti, e chi porta avanti la lotta contro le discriminazioni, in particolare contro l’Apartheid in Sud Africa. Come afferma la giornalista Furia Berti, «Aule turbolente è un film che scardina tutti gli schemi mentali sul razzismo e sugli afroamericani. Ha il coraggio di mostrare che i neri non sono un’unica massa indistinta e sorridente, ma sono divisi in classi sociali esattamente come i bianchi».

SCHOOL OF ROCK – di Richard Linklater, USA 2003

Il chitarrista Dewey Finn (Jack Black), scaricato dalla sua rock-band e in ambasce economiche, decide di spacciarsi per il suo coinquilino per ottenere un incarico di insegnante in una scuola elementare d’élite. La sua esperienza come docente si rivela piuttosto problematica. Tuttavia, scopre che alcuni ragazzi, nel doposcuola, partecipano a un laboratorio di musica classica. Lui riesce a carpirne l’attenzione e a convertirli al rock (nonostante le resistenze degli aristocratici genitori), fondando un gruppo che, tra mille peripezie, si esibirà a un concorso per rock-bands. Si tratta di una commedia americana piuttosto classica, ma con diversi spunti divertenti e che, in un modo o nell’altro, traccia un modello di insegnante capace di trasmettere la sua passione ai ragazzi e di scoprire il talento nascosto in loro… e, inoltre, suggerisce una strada a tutti noi, insegnanti fuori dal cliché dell’austero professore inflessibile, incapace di prendersi in giro: possiamo essere dei bravi docenti anche noi!

AMERICAN HISTORY X – di Tony Kaye, USA 1998

Il cinema USA indugia spesso sulla feroce violenza che caratterizza la società americana e che riguarda, ovviamente, anche la scuola, in cui si riproducono le tensioni, spesso di natura razziale, che imperversano nel Paese. Derek Vinyard (Edward Norton) e il suo fratello adolescente Danny (Edward Furlong) vivono a Venice, vicino a Los Angeles, in una comunità prima prevalentemente bianca e piccolo borghese e ora abitata da molte famiglie indigenti nere. Il padre viene ucciso per sbaglio da alcuni spacciatori. Derek diventa il leader degli skin-heads nazisti della zona e uccide con efferatezza due neri che volevano rubargli la macchina, finendo in carcere. Danny percorre le orme del fratello a scuola, frequentando ambienti razzisti e scontrandosi con alcuni compagni afro-americani, nonostante il preside, un uomo di colore che ne stima l’intelligenza, cerchi di recuperarlo (“American History X” è la traccia di un tema che l’insegnante assegna al ragazzo, in cui gli chiede una riflessione sulla storia americana a partire dalla sua esperienza). Derek, in carcere, scopre che gli altri detenuti di estrema destra sono solo degli opportunisti senza scrupoli e stringe amicizia con un ragazzo nero, maturando ideali pacifisti e anti-razzisti. Scontata la pena, si scontra con il suo vecchio ambiente, cercando di allontanare Danny dagli skin-heads e di costruire una nuova vita per la sua famiglia. Sarà però proprio Danny a pagare le scelte passate e presenti del fratello. Un film in cui viene mostrata con crudezza quanto sia duro l’ambiente scolastico in quelle realtà dove l’odio e la rabbia guidano l’intera società.

           

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Do you know that?_Italiano

Laureato in Lettere Moderne, docente abilitato in italiano, latino, storia e geografia. Una grande passione per il Rock Alternativo e, in particolare, per la New Wave dei primi anni ’80, pur non trascurando cinema e letteratura. Ama viaggiare e ancor di più pianificare il viaggio, fantasticando per ore sull’atlante. Trascorre i pomeriggi tra documentari sugli “Anni di Piombo” e servizi televisivi di calcio d’epoca.

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