Carpe diem! 10 film sulla scuola – Seconda parte

Prosegue il viaggio del professor Francesco Pugliese sui film sulla scuola. MERY PER SEMPRE – di Marco Risi, ITALIA 1989 Insegnare in un carcere minorile, per di più in...

Prosegue il viaggio del professor Francesco Pugliese sui film sulla scuola.

MERY PER SEMPRE – di Marco Risi, ITALIA 1989

Insegnare in un carcere minorile, per di più in una città “difficile” come Palermo… credo che sia lo spauracchio di moltissimi docenti! Il prof. Marco Terzi (Michele Placido), invece, in attesa della cattedra presso un liceo classico cittadino, decide di accettare un incarico all’istituto per minori “Rosaspina”. Pian piano, il suo rapporto con allievi davvero “problematici” si fa più stretto: i ragazzi impareranno tanto da Marco e alcuni di loro acquisiranno la consapevolezza che è il sistema a volerli criminali e a “educarli” da criminali, mentre la legalità e l’istruzione sono, paradossalmente, “rivoluzionari”; ma anche per il prof si tratta di un’esperienza drammatica e istruttiva, che mette in crisi le sue certezze, fino a comprendere (anche se non condividere) le scelte di Pietro, che evade dal riformatorio e trova rifugio proprio a casa dell’insegnante, per poi morire durante una rapina. Un bel film con un bel sequel, Ragazzi fuori.

CONTA SU DI ME (Lean on me) – di John G. Avildsen, USA 1989

Un altro filone “scolastico”, oltre a quello già citato dei college, può essere considerato il “neo-realismo nero” (mi si consenta questa definizione), costituito da pellicole che denunciano le difficili situazioni delle scuole nei ghetti afro-americani statunitensi – in cui il disagio sociale si sovrappone alla sotto-cultura delle gang e alla capillare diffusione delle armi – ma che raccontano altresì di educatori coraggiosi e infaticabili, che riescono a strappare molti giovani alla vita di strada. Uno degli esempi più significativi è costituito da Conta su di me (diretto da John Avildsen, il regista di Rocky!), che narra la vera storia di “Crazy” Joe Clark (Morgan Freeman), un ex-campione di baseball che viene scelto per dirigere una scuola “difficile” a Paterson, New Jersey. I genitori e il corpo insegnante inizialmente non accettano i suoi metodi autoritari, ma alla fine saranno conquistati dall’impegno e dall’umanità di “Crazy Joe”. Un lavoro che spinge a riflessioni decisamente non banali.

BOWLING FOR COLUMBINE – di Michael Moore, USA 2002

La tragedia della Columbine, ovvero il primo massacro avvenuto all’interno di una scuola americana in epoche recenti: un simbolo e, purtroppo, il modello per altri giovani che, negli ultimi anni, hanno emulato le gesta sconsiderate di Eric Harris e Dylan Klebold, due studenti della Columbine High School, nei pressi di Denver, Colorado. I due ragazzi, il 20 aprile 1999, armati di tutto punto, fecero fuoco contro allievi e insegnanti dell’istituto, lasciandone a terra 13 e poi togliendosi la vita loro stessi. Michael Moore, 3 anni dopo gli eventi, realizza questo straordinario film-doc in cui indaga principalmente sull’ampia diffusione delle armi negli USA, sulle drammatiche conseguenze che ne derivano e sulle cause in generale della violenza omicida negli Stati Uniti (di gran lunga più frequente rispetto a ogni altro Paese occidentale). Tuttavia, attraverso le interviste ai compagni di scuola di Eric e Dylan, ma anche ad altri ragazzi “problematici” lungo tutto il territorio nazionale, vengono ricostruiti gli ambienti scolastici entro i quali sono maturati eventi terribili come quello della Columbine, che mettono in luce fenomeni prevedibili (bullismo, diffusione delle armi, droghe, conflitti razziali e tra gang), ma che rivelano anche fino a che punto la scuola spinga verso comportamenti assurdamente competitivi e verso la criminalizzazione dei “diversi”, se è vero che, all’indomani del massacro della Columbine, alcune scuole stilarono una sorta top10 dei loro studenti “potenziali bombaroli”, scatenando la diffidenza di tutta la comunità verso questi ragazzi e spingendoli a un’assurda competizione tra “reietti”, perché l’importante, in America, è “essere primi almeno in qualcosa, foss’anche tra i bombaroli”.

SCHEGGE DI FOLLIA (Heathers) – di Michael Lehmann, USA 1989

Siamo in una scuola superiore dell’Ohio. L’adolescente Veronica Sawyer (Winona Ryder), spirito inquieto, per non subire più le umiliazioni all’ordine del giorno nell’ambiente scolastico, in cui domina il bullismo e l’emarginazione dei “perdenti”, decide di unirsi al gruppo delle “Heathers”, tre ragazze, accomunate dallo stesso nome (appunto, Heather), popolarissime e considerate di grande avvenenza, che si prendono regolarmente gioco dei compagni con scherzi crudeli. Tutto cambia quando arriva nella high school l’affascinante J.D. (Christian Slater), ribelle e amante della poesia , di cui Veronica si innammora. J.D., insofferente delle squallide regole non scritte che dominano nella scuola, ha un piano ben preciso: uccidere tutti gli studenti più ammirati e ambiziosi dell’istituto, iniziando proprio dalle Heather. Veronica, a questo punto, decide di non assecondare più il ragazzo nella sua follia, impedendogli di far esplodere la scuola il giorno del ballo studentesco. Una commedia amara e sconvolgente nel distacco con cui eventi tanto drammatici vengono narrati, che riesce a denunciare con spietata efficacia alcune frequenti dinamiche della realtà scolastica.

 

Ai seguenti link potete trovare la prima e la terza parte dell’articolo

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Do you know that?_Italiano

Laureato in Lettere Moderne, docente abilitato in italiano, latino, storia e geografia. Una grande passione per il Rock Alternativo e, in particolare, per la New Wave dei primi anni ’80, pur non trascurando cinema e letteratura. Ama viaggiare e ancor di più pianificare il viaggio, fantasticando per ore sull’atlante. Trascorre i pomeriggi tra documentari sugli “Anni di Piombo” e servizi televisivi di calcio d’epoca.

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