Si va in Polonia!

Pensavo che la Polonia fosse tetra e triste!

Ciao! Sono Alessia Dapoto e ho 16 anni, frequento il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Potenza… Volete sentire una bella storia di viaggi, cavalieri, armi, amori e audaci imprese? Beh, se volete sentire qualcosa del genere avete sbagliato posto! Perché qui adesso si parla della Polonia! State comodi? Si comincia!

“Si va in Polonia!” Aveva detto il prof di matematica un giorno in classe. Beh, questo viaggio era più o meno caduto dal cielo come… come un vaso di primule (in realtà i vasi di primule di solito non cadono dal cielo, ma una volta mi è capitato di vederne uno, davvero!… piuttosto inaspettato, colpa dell’inquilino di sopra -tranquilli, non l’ho preso in pieno!). Dunque, che dire, si trattava di un progetto europeo organizzato da Sistema Turismo, agenzia di ETN, ente che collabora con le scuole, con sede centrale a Potenza e altre agenzia in giro per l’Europa. Cosa dovevamo andare a fare? Andare a una conferenza per presentare il sistema scolastico italiano, la nostra scuola, e degli scenari di matematica applicati alla realtà (per gli intenditori: grafici di funzioni e regressione lineare), tutto in inglese. Una passeggiata, insomma (una passeggiata per davvero, perché a me l’inglese piace tantissimo, figuriamoci la matematica!). Con un po’ di giorni passati ad organizzare la presentazione, anche in formato digitale, ci siamo preparati per andare in Polonia, dal 5 al 7 giugno (“toccata e fuga” l’hanno definita alcuni, ma per me si trattava davvero di oro caduto dal cielo, altro che vaso di primule! Perché per me era solo la seconda volta all’estero!!! La prima era stata qualche giorno prima, una settimana in Inghilterra con la mia classe. Un periodo di intensi viaggi, insomma!).

Beh, passiamo a ciò che mi ha folgorato durante il primo giro in città, che si chiama Poznan (parte centro-occidentale della Polonia). Dunque, un luogo comune che di solito aleggia, diciamolo, è il fatto che nelle nazioni nordiche la gente sia molto più triste e cupa che in Italia, non è vero? E magari non è finzione (e non voglio fare gossip, ma ho dei testimoni di ritorno dalla Svezia che hanno detto lo stesso!). E’ solo che non mi aspettavo un colpo di scena così eclatante. Mi spiego. Eravamo sulla strada per il centro, intorno c’erano strade spaziose e palazzi normali, come qui , assolutamente normali (strade di asfalto e palazzi di cemento, per essere precisi, tutto come qui insomma). Ma ad un certo punto, beh, ad un certo punto siamo entrati nella Piazza del Mercato. Chi se l’aspettava. Meraviglia. Improvvisamente si è aperto davanti a me uno scorcio incantevole: con sopra il cielo azzurro e sgombro da ogni nuvola, si presentava una piazza quadrangolare incorniciata da palazzi stretti e alti, di tutti i colori! In giro c’erano un paio di scolaresche in gita, ma ritorniamo ai palazzi: ognuno era così stretto che ci entrava solo una finestra per piano, e ogni edificio aveva due piani. Attorno ad ogni finestra c’era un riquadro bianco, dopodiché si potevano vedere i colori più bizzarri! C’era un palazzo rosa vivace, uno color verde menta, uno color sabbia e uno bordeaux, uno lilla con dei ghirigori grigi, uno a scacchiera bianco e nero, uno arancione con dei quadratini verdi al piano superiore. In poche parole, magnifico! Chi se l’aspettava? Io no di certo! Ero abituata a pensare che la Polonia fosse un Paese tetro e triste, e invece la piazza centrale era un arcobaleno che sprizzava di gioia! Che dire, vi consiglio davvero di visitare Poznan … e attenti ai vasi di primule che cadono dal cielo!

Articolo di Alessia Dapoto | Studentessa del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Potenza
Categories
Talking about_Italiano

No Comment

Leave a Reply

*

*




banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine

banner magazine
banner magazine

RELATED BY