ETN PON: l’Inghilterra

1 luogo, 1 storia, l'Europa

Immaginate. Un ragazzo ha un sogno. Un mattina questo ragazzo si sveglia e trova questo sogno infranto. Infranto da chi? Da cosa? Infranto da una parola, una parola?! Tra l’altro da una parola dal brutto suono. Ma andiamo con calma. Riavvolgiamo il nastro.

Dicevamo, questo ragazzo aveva un sogno. Il suo sogno era semplice, imparare a suonare la chitarra, formare una band tutta sua e vivere di musica, la sua grande passione.

Con tanto entusiasmo e sacrificio, questo sogno iniziò a diventare realtà: la chitarra era diventata la sua espressione, la band la sua famiglia, la musica il suo lavoro. Questa band iniziò a suonare in tutti i locali della zona, poi in tutta la regione fino ad avere successo in tutta la nazione.

Nel frattempo, come una bella melodia non conosce confini, anche il suono della parola “comunità” cominciava a non conoscere ostacoli. Mentre questo ragazzo e la sua band superavano i territori regionali per approdare sui palcoscenici più importanti del loro Paese, uomini europei di tanta volontà immaginavano e riuscivano a superare ogni confine e a iniziare ad unire territori diversi sotto un’unica bandiera blustellata. In quel momento 10 Paesi si erano già stretti in cooperazione e stabilità.

La band continuava a sognare e sperava un giorno di oltrepassare anche i confini nazionali. Ma l’ostacolo non era la loro musica ma il loro pensare. Dicevano: anche se la nostra musica può piacere, come facciamo ad andare in un’altra nazione? Non possiamo andare! Mica si può andare in un altro Paese così facilmente? Non sapevano che le cose stavano cambiando, non sapevano che i confini iniziavano ad essere annullati.

La Comunità Europea era già nata e la band capì che si sbagliava, il loro palco poteva essere l’Europa. Così iniziarono a suonare nei posti più belli d’Europa, incontrando ragazzi e ragazzi nelle più belle piazze. Il loro successo cresceva e di pari passo, come un bel regalo a rialzo, cresceva anche la Comunità Europea. La notorietà della band cresceva e crescevano i luoghi in cui poter circolare liberamente. Sembrava una sfida ma in realtà era solo uno stimolo a fare meglio, uno stimolo alla condivisione: una cosa bella, come la loro musica, non poteva restare relegata nei confini locali e così anche la voglia delle persone di stare e vivere insieme non poteva restare soffocata da quelli che sempre di più diventavano solo limiti mentali.

Ma questo dolce suono sarebbe cambiato. Ricordate la brutta parola dell’inizio? Ma andiamo avanti.

Negli anni sempre più paesi aderivano a questa “unione” e i ragazzi potevano esibirsi e suonare sempre in più paesi diversi, così andarono in Spagna e poi anche in Portogallo e poi in Svezia, Lituania, Bulgaria e tanti altri ancora.

Arrivò il grande giorno. Suonare nella patria delle più grandi band della storia: i Beatles, i Rolling Stones, i Led Zeppelin, i Queen. Quella nazione era in quella Comunità europea, che tanto aveva significato per quella band, già dal 1973.

Era il 23 Giugno, i ragazzi suonarono davanti a migliaia di persone. Un successo, un trionfo. Da lì in poi nessuno li avrebbe più fermati, avrebbero conquistato anche quella nazione. E invece no! Il giorno dopo su tutte le televisioni, i social e i giornali di quel Paese iniziarono a leggere quella strana e brutta parola: la parola era “brexit”, il Paese l’Inghilterra.

“Brexit” non era l’uscita di servizio di un locale in cui si erano esibiti, era invece l’uscita dell’Inghilterra, e neanche dalla porta di servizio, dall’Unione Europea, era la fine di un sogno, del loro sogno di poter suonare nella casa del rock e del sogno di milioni di giovani che quella mattina videro infranta la loro voglia d’Europa, di crescita e di comunità.

Purtroppo quella strana parola dall’apparente strano significato era in realtà molto semplice: chiedeva a tutti gli inglesi una cosa chiara: volete continuare a poter circolare liberamente, a lavorare, a formarvi nei più belli ed interessanti Paesi d’Europa? Era semplice! Eppure non tutti l’hanno capita! Soprattutto i meno giovani che non hanno pensato ai loro figli e ai loro nipoti. Non hanno pensato alla semplicità del poter condividere, cooperare e crescere insieme e unitariamente a tutte le altre nazioni del continente. Era davvero semplice! Ma non tutto è perduto! I ragazzi e le ragazze inglese hanno al contrario colto la “semplicità” di quel 23 Giugno, e se pur la loro passione e i loro desiderio di un futuro migliore non ha avuto la meglio, hanno ben chiaro che ogni nazione è più forte solo insieme alle altre, solo in e con un’Europa più unita e più solidale.

E’ da questa certezza e da questa convinzione che bisogna ripartire per fare dell’Europa la casa di tutti. E davvero semplice! Tanto semplice da poter esclamare: “Elementare, Watson!”. Lo diceva Sherlock Holmes al suo fido amico quando trovava la soluzione, lo diremo noi quando capiremo e troveremo la miglior strada comunitaria.

Tutto questo, questa semplicità, questa voglia d’Europa scopriremo nel nostro PON nel Regno Unito.

Abbiamo parlato della “semplicità” dell’Europa, Sherlock Holmes, Watson, abbiamo esclamato: Elementare!… e pare proprio che questi due personaggi siano stati creati in una “semplice” e bella città inglese, Portsmouth. Fu qui che si dice che Sir Arthur Conad Doyle abbia dato vita al genio dell’investigazione. E quale simbolo migliore come punto di partenza per investigare le ragioni della brexit e scoprire la bellezze e la chiarezza di un’Europa unita?

Proprio a Portsmouth ha sede una delle due nostre agenzie formative inglesi, ed è proprio da qui che inizierà il nostro cammino nei luoghi della brexit e la nostra indagine sui perché e la nostra ricerca della strada migliore per un’Europa sempre più unita.

Questo sarà il nostro PON in Inghilterra, qui vi porterà ETN, questo faremo insieme: 1 luogo, 1 storia, l’Europa. L’Europa e noi, cittadini europei!

 

Per maggiori informazioni sul nostro PON Cittadinanza Europea in Inghilterra visita il sito www.progettipon.it o chiamaci allo 0971 51794 o scrivici a salvatore@etnmanagement.eu

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