5 cose da sapere su Portsmouth

Fra poco andrai a Portsmouth e di sicuro saprai tutto sulla Spinnaker Tower, la casa di Dickens e la vicina Isola di Wight. Ma ci sono delle cose che...

Fra poco andrai a Portsmouth e di sicuro saprai tutto sulla Spinnaker Tower, la casa di Dickens e la vicina Isola di Wight.

Ma ci sono delle cose che non troverai su Wikipedia. Eccone alcune:

1. TATTOO MANIA

Dal 16enne con lo skateboard alla signora con lo zaino per la spesa, a Portsmouth tutti sfoggiano almeno un tatuaggio. Del resto, la città era un importante porto navale e i tattoo shop sono più diffusi dei McDonald; se vuoi essere alla moda, sei nel posto giusto. Se sei minorenne, non dimenticare di chiedere il permesso ai tuoi genitori.

2. LA PRONUNCIA DEL NOME

Portsmouth significa “bocca del porto” ma la pronuncia di “mouth”, in questo caso, non è quella che ti hanno insegnato a scuola. Esercitati davanti allo specchio prima di arrivare in città: gli inglesi sono gentili ma potrebbero offendersi di fronte ad una pronuncia sbagliata.

3. OCCHIO ALL’ACCENTO

Prima di partire hai fatto una scorpacciata di canzoni dei Beatles per abituarti all’ascolto. E allora perché molti sembrano parlare danese? Niente paura, è solo l’accento, qui davvero forte. E’ una questione di tempo: in pochi giorni ti abituerai e ti sembrerà di parlare con il Paul McCartney di Yesterday.

4. ELEMENTARE, WATSON!

Pare che Arthur Conan Doyle abbia creato il suo celebre personaggio durante il suo soggiorno a Portsmouth. Per cui, nelle serate piovose (qui non mancano mai), indossa un impermeabile e vai alla ricerca del fantasma di Sherlock Holmes.

5. SHOPPING TIME!

Se pensi che lo shopping sia un portatore sano di buonumore, Commercial Road è il posto ideale quando ti svegli con la luna storta. Dalla bandiera con l’Union Jack alle tue scarpe preferite, c’è di tutto per farti sentire come Alice nel Paese delle Meraviglie.
Un consiglio: occhio al cambio o rischierai di dilapidare metà dei tuoi risparmi.

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Do you know that?

Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha vissuto a Torino, Barcellona, Valencia e Londra.
Appassionato di musica, letteratura, ricordi e sguardi fragorosi, in “Do you know that” scrive di elenchi, curiosità, consigli e viaggi (veri e immaginati).

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